Zone rosse, negozi sigarette elettroniche sempre aperti anche in Centri commerciali

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Le zone rosse presentano medesima disciplina normativa in tutte le regioni e Province autonome che ricadono in questo status.
Pertanto, non vi è distinzione alcuna tra un’area e l’altra del territorio nazionale, afferente la fascia menzionata ovviamente, anche per quel che riguarda la tipologia delle attività commerciali e della relativa possibilità – o meno – di continuare ad esercitare.
La precisazione della nostra testata alla luce di svariate richieste che sono pervenute da diversi punti dello Stivale relativamente, appunto, alla possibilità per gli esercenti di sigarette elettroniche di rimanere o meno operativi.
Ebbene, si chiarisce come in tutte le regioni d’Italia – da decreto Presidenza del Consiglio dei Ministri valido con decorrenza dalla giornata di ieri, Lunedì 15 Marzo – i negozi che fanno vendita al dettaglio di sigarette elettroniche e di relativi liquidi possono tranquillamente continuare ad operare dal momento che non ricadono tra le tipologie soggette a chiusura.
Puglia, Campania, Molise, Lazio, Marche, Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friulio Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento le “red zone”.
Arancioni, invece, Sicilia, Calabria, Basilicata, Abruzzo, Umbria, Toscana, Liguria, Valle d’Aosta e la Provincia autonoma di Bolzano con la sola Sardegna zona bianca.
Questa la attuale geografia dell’Italia. 

POSSIBILITA’ DI RESTARE OPERATIVI ANCHE NEL WEEK END

Per il resto, quindi, si precisa come la condizione di regime di zona rossa non sia disciplinata individualmente e discrezionalmente da ogni singola regione, bensì trova la sua fonte nelle sedi ministeriali.
Ed ha, quindi, valenza su scala nazionale.
Quello che vale, cioè, per la Campania, a titolo del tutto esemplare, vale anche per Lazio e Lombardia.
E ciò anche rispetto al discorso dei centri commerciali.
Tali riferimenti, infatti, vedranno i negozi di sigarette elettroniche sempre aperti, anche con riguardo ai giorni del fine settimana e, in generale, a quelli festivi e prefestivi.
A tali attività, per chiudere, come viene chiarito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, va ad applicarsi lo stesso trattamento riservato a farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie.