Zilioli (Relx): Ecco come la nostra strategia di vendita tutela i giovani

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Riceviamo e pubblichiamo da Andrea Zilioli, Direttore vendite Italia di RELX International

I giovani sono sempre stati i più vulnerabili e facilmente influenzabili dalle tendenze diverse che possono poi diventare rapidamente dipendenze.
Per proteggerli, in passato la chiave era l’istruzione familiare e scolastica, ma oggi è chiaro che questo non basta più.
In Italia migliaia di giovani, ad esempio, iniziano a fumare durante l’adolescenza e mostrano subito segni di dipendenza.
Anche il cibo spazzatura, social media o videogiochi finiscono per attirare i giovani consumatori, creando dipendenze.
Gli studi rivelano che un quarto dei giovani tra i 18 e i 22 anni dichiara di trascorrere più di 5-8 ore al giorno sui social network o sui videogame.
Queste abitudini di consumo, prese in tenera età, diventano sempre più problematiche per la salute ma anche in termini di interazioni sociali.
Le autorità pubbliche hanno compreso la necessità di arginare questi problemi ma, per farlo, è di fondamentale importanza che anche gli attori dei settori interessati si assumano la responsabilità di contribuire al cambiamento.
Con piacere osserviamo da qualche anno un grande movimento, una coscienza collettiva che tende a una maggiore tutela dei giovani.
Se guardiamo più da vicino, sempre più attori dell’industria stanno guidando una politica di protezione dei giovani attraverso varie azioni e programmi di sostegno.

COMUNICARE RESPONSABILMENTE

Tutte le imprese, indipendentemente dal settore, possono facilmente applicare diverse soluzioni per massimizzare la tutela dei giovani.
Tutto inizia con impostare correttamente la comunicazione aziendale al fine di raggiungere solo il reale target.
Sono da evitare partnership o brand ambassador particolarmente apprezzati dai giovani, così come le campagne pubblicitarie che mettano in evidenza i giovani, che favoriscono la loro identificazione e quindi il consumo inappropriato.
Per questo, Relx International, leader mondiale nelle sigarette elettroniche, si impegna attraverso il suo Guardian Program a massimizzare l’inserimento di avvertenze sanitarie, evidenziare i limiti di età e promuovere una strategia di vendita lontana dallo stile di vita dei giovani per evitare qualsiasi operazione di fascinazione e identificazione.

MOSTRARE CHIARAMENTE I RISCHI DEL CONSUMO INCONTROLLATO

Al fine di limitare e prevenire ogni tipo di danno collaterale, sono state attuate negli anni numerose azioni preventive supportate dal Governo.
Oltre ai loghi obbligatori in etichetta che segnalano i rischi e i limiti di età, come del caso delle bevande alcoliche per le donne incinte e i minori, molte aziende alimentari hanno introdotto nuovi claim volti a sensibilizzare il consumatore, come “non sostituisce un’alimentazione corretta e l’attività fisica”.
Alcune aziende sono inoltre in prima fila nel proporre nuove avvertenze, come nel settore dei videogiochi dove viene regolarmente indicato di evitare l’uso prolungato del sistema o di fare una pausa di 15 minuti ogni ora di gioco.

SVILUPPARE PROGRAMMI DI PREVENZIONE

Sempre più aziende stanno diventando promotrici di veri e propri programmi di prevenzione per contrastare potenziali effetti nocivi e fornire un quadro di consumo chiaro e controllato.
Nel 2022 essere protagonisti di un settore significa essere consapevoli della propria influenza sulla società, soprattutto quando si parla dei più giovani.
Di fronte alla continua evoluzione dei comportamenti e delle abitudini dei consumatori, troppi attori tendono a fuggire dalle proprie responsabilità.
Da qui l’importanza di fermarsi ad analizzare l’impatto del proprio business ed essere parte attiva nella formulazione di soluzioni.
Tutti noi siamo parte del tessuto sociale, prima ancora che economico, pertanto abbiamo un ruolo importante nella protezione delle generazioni future.
In primis, però, la necessità è quella di educare in modo intergenerazionale affinché l’adulto, già attore economico attivo, e le imprese tutte possano muoversi insieme verso la tutela dei più giovani.
E’ nostro dovere, in quanto attori dell’industria, diffondere messaggi positivi e dare un effettivo contributo.