“Vitamina e”, sul mercato nero Usa solo da pochi mesi: è lei il killer

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Arrivano spiegazioni importanti rispetto a quella che potrebbe essere stata la causa scatenante “principe” dell’epidemia (erroneamente e genericamente definita da svapo) esplosa negli Stati Uniti quest’estate. Quella che, come a tutti noto, ha macinato oltre 2000 ricoverati e circa una trentina di decessi. Quella che, estremamente enfatizzata e volutamente tenuta in un alone di disinformazione, ha dato una brutta spallata al mercato dello svapo.

Una spallata che poggia sul nulla perchè a far male – come tante volte detto – non è l’uso corretto della sigaretta elettronica né quello dei liquidi reperibili nei negozi. Bensì la robaccia che qualcuno acquista sul mercato nero e che impropriamente infila nelle sigarette elettroniche.

Ebbene, in tutta questa vicenda vi era un tassello mancante nel puzzle del ragionamento. Ovvero: perchè solo ora si è avuto questo boom di ricoverati e decessi? Perchè solo ora coloro i quali che si riforniscono presso gli spacciatori hanno patito gravi conseguenze a carico della salute e, addirittura, qualcuno di essi ci ha lasciato le penne? Il mercato nero dei liquidi, infatti, esiste più o meno da quanto la sigaretta elettronica è uscita sul mercato. Ed in più di un’occasione, basta dare una spulciata al web, si erano avuti, anche in Europa, anche in Italia, sequestri di liquidi a base di Thc. Eppure, nonostante qualcuno già da anni usasse tale liquido a base di cannabis, mai si era avuta una tale epidemia. Che cosa, quindi, è cambiato negli ultimi tempi? Si è diffusa – forse – una nuova sostanza che gli spacciatori hanno aggiunto alle miscele?

La risposta pare essere positiva. Ed in tal senso una importante indicazione viene dal Minnesota. Ricercatori, infatti, hanno comparato la composizione chimica di cartucce da svapo sequestrate sul mercato nero circa un anno addietro con quelle sequestrate adesso. Ed hanno scoperto che, in ambo i casi, vi era la presenza del Thc. Nelle cartucce sequestrate oggi, però, è stata rinvenuta la “vitamina e acetato”. Un anno fa, invece, in quelle cartucce tale sostanza non compare neppure in minima traccia. La posizione del Thc, quindi, si alleggerisce; Certo, la stessa resta sostanza illegale, sostanza non da svapare, sostanza afferente l’ambito dello stupefacente. Ma non è stata essa a spedire le gente in una corsia di ospedale o al campo santo.

AGGIUNTA DAGLI SPACCIATORI SOLO OGGI: UN ANNO FA NON C’ERA

A giocare questo ruolo killer, la vera incriminata è la “vitamina e”, componente che gli spacciatori Usa hanno, molto verosimilmente, aggiunto solo ora ai loro cocktail come addensante. Tutto diventa più chiaro. Inutile, sempre più sulla base di queste evidenze, invocare la messa al bando della sigaretta elettronica o invocare regole più rigide per disciplinare il settore svapo. Bisogna solo far capire alla massa – sebbene tali spiegazioni sarebbero anche superflue ad un pubblico di non bambini – che i liquidi per svapare vanno comprati in negozio. E non su internet presso rivenditori non autorizzati o, ancora, presso lo spacciatore dietro casa. Una vicenda che sarebbe di risoluzione semplicissima ma che conviene, invece, a tutela di interessi troppo grandi, mantenere nel caos più assoluto