V-April, la campagna pro sigaretta elettronica sostenuta dal Governo inglese

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Mentre in Italia si aumentano le tesse sugli e-liquid, in Inghilterra gli e-liquid e le sigarette elettroniche si confermano strategie importanti in ottica di smoking cessation.
Anche quest’anno, sebbene “ridimensionata” nella modalità digitale, torna l’iniziativa di “V-April”.
Edizione numero quattro dell’appuntamento che mira a sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto alla opportunità di abbandonare il fumo e di transitare ad alternative maggiormente salutari.
Ukvia, ovvero UK Vaping Industry Association il soggetto promotore del momento che, a conferma della grande sensibilità istituzionale rispetto alla tematica, gode del supporto di Public Health England, ovvero l’omologo del nostrano Ministero della Salute.
E la campagna non è un mero spot ma ha un impatto notevole sulla percezione dei cittadini se è vero che, come da recente sondaggio, si stima che ben il 72% di quanti hanno, nel Regno Unito, detto addio alle “bionde” a favore dei dispositivi a minor danno lo hanno fatto dopo essere stati intercettati dalla menzionata campagna.
L’edizione di quest’anno annovera tra i maggiori esponenti in tema di riduzione del danno quali Clive Bates, John Dunne, Clarence Mitchell, Mark Pawsey e Patricia Kovacevic.
Una prospettiva totalmente differente quella che si apprezza Oltremanica dove gli svapatori hanno toccato, ormai, quota tre milioni.

PUBLIC HEALTH HA ABBONDANTEMENTE ISTITUZIONALIZZATO IL VAPING

E dove, soprattutto, il Governo e gli Organi di tipo sanitario indicano in modo convinto e netto ai medici di prossimità al cittadino di suggerire, tra le varie opzioni, anche la sigaretta elettronica entro la rosa di soluzioni per abbandonare il vizio.
E proprio su quest’ultimo aspetto insiste la teoria del minor danno nostrano: ovvero proporre il vaping nella rosa delle possibilità.
Nulla di più, nulla di meno.
Svapo Magazine, al riguardo, sta conducendo una indagine campionaria e non ufficiale tra 100 medici di base, equamente sparsi sul territorio nazionale, per comprendere quale sia la percezione rispetto alla sigaretta elettronica.
Ebbene, i risultati molto parziali dell’approfondimento già indicano come il concetto sia ancora ampiamente estraneo.
E non certo per “colpa” dei professionisti in questione quanto a causa di un difetto di indicazione e di indirizzo dall’alto.
E-prospettive ancora poco rosee