Uso improprio sigarette elettroniche, epidemia Usa punta iceberg

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L’uso distorto della sigaretta elettronica. Una storia vecchia quanto…la sigaretta elettronica. E di cui la vicenda Thc rappresenta solo la punta dell’iceberg. Un nuovo allarme si sta levando in queste ore in Francia dove alcuni giovani pare stiano passando un brutto quarto d’ora dopo aver svapato droga liquida. Una versione europea dell’epidemia Usa che rinvigorisce l’allarme ancora non sopitosi dopo i fatti statunitensi.

A spulciare, però, cronache più o meno recenti, si scopre come la sigaretta elettronica, in realtà, spesso e volentieri sia stata adoperata con modalità non conformi da parte degli utenti. Vi è chi – addirittura su youtube vi sarebbero tutorials (ovviamente illegali) al riguardo – si diverte a manomettere i dispositivi, facendone anche in questo caso un uso non conforme, ed abbandonandosi alla pratica abbastanza imprudente del dripping. Addirittura una ricerca 2017 (Krishnan-Sarin), che aveva coinvolto 7000 adolescenti, aveva evidenziato come il 26% dei coinvolti avesse utilizzato le e-cig con questa distorta modalità.

Per non parlare dei liquidi illegali che sono stati gettati, con insospettata frequenza, all’interno delle e-cig. Basta limitarsi solo ad episodi italiani e solo degli ultimi due anni per rinvenire notizie di operazioni delle Forze dell’Ordine tese a reprimere il traffico di questi materiali. Si va dalle “svapatine allucinogene” di Brescia (anno 2017) – allorquando gli inquirenti individuarono un uomo che estraeva olio dai panetti di cannabis – all’episodio registratosi a Parma nel 2018. Allorquando un 26enne italiano, in rientro dalla Spagna, aveva in valigia cinque kit di sigarette elettroniche e 24 fiale contenenti quella che i quotidiani già allora denominarono Thc.

SI ERANO MAI AVUTI RICOVERI IN PASSATO PER USO IMPROPRIO E-CIG?

Bisogna, a questo punto, porsi qualche domanda. E’ capitato in passato che persone, magari appartenenti ad una ristretta concentrazione geografica, siano finite in un letto d’ospedale dopo aver usato la sigaretta elettronica per svapare liquidi illegali? Dalla risposta negativa o affermativa a questo interrogativo possono originare due ulteriori domande. Nel caso ciò non fosse mai successo, è da chiedersi perchè. E quindi quale sia stato il valore aggiunto alla base dell’epidemia Usa (un solvente per “tagliare” particolarmente aggressivo?) che persone nel letto d’ospedale ve le ha mandate, eccome. Nel caso, invece, episodi di “avvelenamento” da liquidi-droga si fossero effettivamente già verificati, con annessi malori e ricoveri, è da capire perchè tali vicende non abbiano avuto la eco mediatica di oggi. E qui verrebbe da pensare davvero male rispetto alla volontà di creare il caso mediatico.

In ogni caso, la sigaretta elettronica è solo un innocente tramite. Demonizziamo, forse, una banconota da 50 euro perchè qualcuno la usa per aspirare cocaina? O una siringa perchè qualcuno la adopera per iniettarsi l’eroina e non medicine?