Usa, prodotti alternativi potrebbero salvare 400.000 vite

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I prodotti alternativi al tabacco potrebbero salvare, nei soli Stati Uniti d’America, ben 400.000 vite da ora al 2052.
Così uno studio finanziato dalla Food and Drugs Administration, massimo Organo sanitario entro gli States, e dal National Cancer Institute e rilanciato dalla Liaf, Lega italiana anti fumo.
Il metodo che è stato adoperato dagli autori dell’approfondimento per approdare a questa importante ed eloquente conclusione è quello della simulazione.
Gli analisti, in particolare, sono partiti, quale primo step, dal raffronto di due periodi: uno, quello compreso tra il 1993 ed il 2012, che ancora non aveva assistito all’avvento dei prodotti alternativi, e l’altro, 2012-2018, arco temporale che, invece, ha conosciuto la crescente diffusione di tali dispositivi.
In particolare sono stati creati modelli per capire se e come le nuove proposte potessero incidere sulla prevalenza dei fumatori.
I risultati del modello hanno indicato come tale fattispecie abbia recitato un ruolo significativo nell’abbattere le percentuali degli utilizzatori delle bionde.

LA PROSPETTIVA SUI PROSSIMI TRENT’ANNI

Nella menzionata fascia 2012-2018 i ricercatori hanno appurato come la prevalenza del fumo negli adulti fosse diminuita in termini relativi del 9,7% per gli uomini e del 10,7% per le donne con un riflesso più significativo avutosi nell’arco anagrafico 18-44 anni.
Proiettando questi dati in ottica futura, quindi, presumendo medesime percentuali di espansione e presenza del prodotto sul mercato, rapportando il tutto alla mortalità-morbilità determinate dal fumo, ebbene, parametrando questo insieme di fattori, gli autori dell’approfondimento sono riusciti a stimare a quale “risparmio” in termini di vite umane si potrebbe approdare.
Quattrocentomila vite salvate nei prossimi trent’anni, come detto, senza contare le patologie invalidanti pure fumo correlate, comunque gravanti in termini di qualità della vite e di peso sul sociale.
Le alternative, quindi, influirebbero sensibilmente sulla curva conferendo una “piega” decisamente più significativa ad un trend, quello americano, che, comunque, dal 1964 ad oggi, sta assistendo ad un costante sebbene morbido calo, per quel che riguarda l’incidenza tabagista, grazie alle politiche di sensibilizzazione adottate.