Usa, pacchetti sigarette: gli avvisi sulla salute bloccati dai giudici

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Negli Stati Uniti bisognerà ancora aspettare per la cosiddetta riforma dei “pacchetti di sigarette”.
La Magistratura americana, infatti, ha disposto un ulteriore slittamento dei termini per la entrata in vigore della nuova normativa.
Di cosa parliamo?
Ebbene, la Food and Drug Administration, al fine di disincentivare le persone dal fumo, ha ordinato che i pacchetti delle “bionde” dovranno avere una nuova impostazione grafica.
Gli avvisi con cui si avverte dei danni a carico della salute – sugli involucri presenti nel mercato italiano si rinviene, ad esempio, la classica scritta “Nuoce gravemente” – dovranno, secondo le nuove disposizioni di Fda, occupare circa la metà della superficie del pacchetto. Questo sia nella sua parte anteriore sia nella sua parte posteriore.

IL PROSSIMO TERMINE E’ A LUGLIO 2022

Ora come ora, invece, tali avvertimenti sono confinati in uno spazietto marginale del pacchetto stesso .
In più, sempre come previsto dalla Food and Drug Administration, dovrà cambiare anche la qualità dei messaggi che dovranno avvertire anche sulla insorgenza di patologie fumo-correlate solitamente meno “reclamizzate”, quali il diabete.
Ebbene, le iniziali previsioni dicevano che le aziende produttrici di tabacco si sarebbero dovute adeguare entro il 18 Giugno 2021; Poi il tutto è slittato al 16 Ottobre 2021 di quest’anno, quindi al 14 Gennaio 2022, al 14 Aprile 2022 e, ora, al 13 Luglio 2022.
E vi sono forti indizi circa il fatto che la data possa ulteriormente slittare.

“IL CAMBIO DEL DESIGN PESEREBBE TROPPO ECONOMICAMENTE”

I giudici, quindi, accogliendo i ricorsi delle stesse Compagnie che confezionano il tabacco.
Ritenendo di accogliere, per ora, le richieste varie di “spostamenti” e di rinvii.
Con tali Compagnie che, nell’appellarsi ai togati, hanno recato le motivazioni più disparate.
Su tutte, i produttori stanno lamentando come l’esigenza di prevedere un nuovo “look” degli involucri determinerebbe un impatto economico significativo sugli equilibri finanziari “già duramente messi alla prova dal periodo Covid”.
Le pseudo esigenze dei Bilanci sembrano essere più forti del dovere di tutelare la pubblica salute