Usa, legge vuole tassare gli e-liquid “Rischio di avere 2,5 milioni di fumatori in più”

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Aumentare le accise sulle sigarette elettroniche non potrà far altro che riportare molti svapatori al vecchio vizio del fumo.
Gli esperti di salute pubblica temono l’effetto collaterale che potrebbe aversi negli Stati Uniti d’America qualora dovesse passare la legge che andrebbe ad introdurre a livello federale, ovvero in tutto il territorio degli Usa, una imponente tassa sugli e-liquid.
Come noto, infatti, nel Parlamento degli States staziona un disegno di legge che ha ad oggetto, appunto, un notevole aumento delle tasse da applicarsi alla nicotina presente negli e-liquid per sigarette elettroniche e nei sacchetti di nicotina.
L’iter normativo è abbastanza avanzato con il percorso che, ora come ora, staziona in Senato.

CONCRETO RISCHIO DI APPROVAZIONE

A sostenerlo il voto dei Democratici, forza di maggioranza governativa, con la concreta possibilità, quindi, che il progetto possa divenire effettivamente legge.
Se ciò avvenisse, si assisterebbe ad un contraccolpo significativo per quel che riguarda l’aspetto economico con conseguente rischio che il prodotto-sigaretta elettronica possa essere ritenuto non più “appetibile”.
L’aspetto grave, però, vive nel fatto che a rincari sugli e-liquid non corrisponde pari provvedimento sul tabacco.
Dire addio alle “bionde”, quindi, oltre ad essere un sacrificio per il fumatore – atteso come quella della sigaretta sia una vera e propria dipendenza – rischia di divenire anche qualcosa di non conveniente per le tasche.

LO STUDIO ABSTRACT

E’ lo studio “Abstract” a sviscerare le dimensioni del problema.
Gli esperti, in particolare, hanno fatto riferimento ad un precedente lavoro pubblicato sul Journal of Risk and Uncertainty secondo il quale ad aumento delle tasse sullo svapo corrisponderebbe, più o meno parallelamente, un aumento sui tassi di fumo.
I nostri risultati suggeriscono che una proposta di imposta nazionale sulle e-cig di 1,65 dollari per millilitro di liquido da svapo aumenterebbe la percentuale di adulti che fumano sigarette di circa 1 punto percentuale. Questo si andrebbe a tradurre in 2,5 milioni di fumatori giornalieri adulti in più”.
Fosse reale questa proiezione, si avrebbe un chiaro esempio di quanto la fiscalità, in tema di tabagismo e dintorni, possa avere drammatiche conseguenze sull’aspetto sanitario.