Usa, l’assurdo: le scuole fanno causa a Juul Labs!

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Incredibile negli Usa. Sempre più incredibile. Le scuole fanno “causa” a Juul Labs. Perchè? Per ripianare le spese che le scuole stesse dichiarano di aver dovuto sostenere per “gestire” l’ingente numero di giovani che hanno fatto uso di sigarette elettroniche.

Sono oltre una dozzina i distretti scolastici, sparsi tra Missouri, Kansas, Arizona, New York e California che hanno promosso l’iniziativa giudiziaria in questione. Nel mirino, in particolare, il marketing dell’azienda che, ritenuto troppo aggressivo, avrebbe portato troppi giovani ad abbracciare il mondo del vaping.

Secondo ultimi dati raccolti dal “Journal of American Medical Association”, il 27,5% degli studenti delle scuole superiori americane ed il 10,5% degli studenti delle scuole medie avrebbero usato sigarette elettroniche nell’ultimo mese. Il marketing di Juul avrebbe “determinato un’epidemia dell’uso di nicotina da parte degli studenti” con le scuole che “sono state costrette a utilizzare risorse significative per combattere l’uso alle stelle dei prodotti Juul da parte degli studenti”. Ed ancora “Il marketing di Juul per i giovani è stato efficace ed il conseguente aumento dello svapo negli studenti è stato rapido. Esistono poche ricerche sull’efficacia dei metodi di prevenzione e cessazione. Le scuole sono, quindi, costrette ad attaccare l’epidemia da più angolazioni, ognuna delle quali richiede spese significative per le loro risorse limitate”.

Addirittura, come viene fatto presente, l’azione giudiziaria originerebbe anche dal tempo che sarebbe stato sottratto alla didattica per affrontare la questione svapo.

Ho studiato per essere un insegnante, non un investigatore privato per colpire i prodotti di svapo – ha reso noto Augustin Gonzalez, preside del liceo Thomas Jefferson, struttura facente parte del distretto scolastico di Los Angeles – La perdita di tempo di istruzione ha avuto un impatto enorme sulle nostre scuole”.

Una scuola, ad esempio, avrebbe chiesto un risarcimento per circa 75.000 dollari. Spese che si sarebbero rese necessarie per collocare sensori nei bagni o assumere personale deputato a controllare corridoi e bagni al fine di verificare che alcuno studente svapasse di “nascosto”. Una iniziativa, si ripete, abbastanza sui generis. Sarebbe interessante comprendere, tuttavia, se mai le scuole abbiano intrapreso analoghe azioni per contrastare il vizio del fumo. Perchè non è tanto il fatto isolato meritevole di giudizio quanto la complessiva coerenza, o meno, delle condotte.