Usa, divieto di vendere e importare Iqos: la sentenza esecutiva da oggi

0

Incredibile evoluzione negli Stati Uniti d’America.
A partire dalla giornata odierna, infatti, Lunedi 6 Dicembre, scatta il divieto – riferito a tutto il territorio Usa – di vendere e di importare Iqos.
Ebbene si, la sigaretta a tabacco riscaldato targata Philip Morris non potrà essere commercializzata.
Il dato, ovviamente, non casca di improvviso ma viene, per così dire, da lontano.
E precisamente da una storia di brevetti violati.
Meglio dirsi, così sostengono da British American Tobacco.

LA QUESTIONE ORIGINA DA UN RICORSO DI BAT PER PRESUNTA VIOLAZIONE DI BREVETTI

Era stato, infatti, il colosso londinese del tabacco a porre in essere, quando si era a Maggio 2020, oltre un anno e mezzo addietro, un ricorso contro Philip Morris Italia depositando lo stesso sia negli Stati Uniti d’America sia in Germania.
Secondo la contestazione di Bat, alquanto imbarazzante, in verità – fosse fondata e reale l’accusa, sia chiaro – il fatto che Philip Morris avrebbe utilizzato nel dispositivo HnB Iqos una tecnologia non sua.
Ma, appunto, di British American Tobacco.
Una vera e propria violazione di brevetti, di diritti d’autore.
In Germania ancora non sono conseguiti provvedimenti giudiziari, sulla questione, meglio dirsi la medesima non è ancora entrata nella sostanza delle valutazioni.
Negli Usa, invece, la macchina della Giustizia ha già camminato.

I LEGALI PREPARANO RICORSO

Gli inglesi, in particolare, hanno presentato ricorso, negli States, in una doppia sede. Ovvero presso l’Alta corte federale della Virginia e presso l’Agenzia commerciale Itc – la International Trade Commission.
E proprio in quest’ultima sede, nel mese di Settembre di quest’anno – come era già stato raccontato dalla nostra testata – si era avuto un pronunciamento in accoglimento delle istanze di Bat con i blocchi alle vendite ed alle importazioni divenuti operativi ed effettivi, invece, solo oggi.
Ovviamente, da Philip Morris non si resta con le braccia conserte ad attendere passivamente all’evoluzione delle vicende.
Ma si lavora, con i team dei legali, agli appelli sicuri di “non aver violato alcun brevetto”