Usa, caos e-cig: Trump apre, De Blasio vieta

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L’America sempre più nel caos in fatto di sigarette elettroniche. Una moltitudine di orientamenti diversi – da Stato federale ai singoli Stati e, di settimana in settimana, anche all’interno del medesimo Stato.

Mentre Trump, solo ultimo degli esempi, torna sui suoi passi e fa dietrofront rispetto al divieto annunciato di proibire la vendita di liquidi per e-cig aventi aromi differenti da quelli al tabacco, ecco che nello Stato di New York si va in direzione contraria. E scatta il disco rosso, a partire da luglio 2020, rispetto alla commercializzazione di liquidi dai gusti fruttati e simili.

Una gran confusione, come prima detto. Ma è l’ordinamento del Paese a consentirlo. Negli Usa, infatti, vige una legislazione a doppio livello secondo una impostazione che, per grandi linee, è simile a quella Stato-Regione. Con ogni livello che ha libertà di legiferare su una determinata materia. Il problema sorge, tuttavia, nel momento in cui rispetto ad una stessa disciplina vi è disaccordo tra il Governo centrale ed il singolo Stato membro.

A livello generale, venendo alla questione svapo, la grande linea sarà quella di non porre, almeno fino alla Presidenziali 2020, veti sulla vendita dei liquidi. Bisognerà far attenzione, però, al singolo Stato. Perchè a prevalere, a fronte di discordanza con l’impostazione “generale”, sarà la norma di quest’ultimo. A New York, quindi, con la benedizione di Bill De Blasio, sarà stretta sul settore.

A NEW YORK IL 25% DEGLI ADOLESCENTI SVAPA

Il Consiglio comunale della Grande Mela, infatti, ha annunciato che dalla prossima estate non saranno più vendibili liquidi al gusto di caramella, frutta o menta. Sopravviveranno solo i liquidi al tabacco. Il convincimento generale che ha ispirato la politica newyorchese è che lo svapo, che ha raggiunto tra gli adolescenti una diffusione pari al 25%, abbia il suo punto di forza proprio nella varietà dei gusti. E che tramite lo svapo troppi giovanissimi si stiano accostando alla nicotina. Ignorano, però, presso il parlamentino della Big Apple che i sapori “fruttati” sono stati un argomento che ha consentito a tantissimi di sottrarsi al vizio delle sigarette, esponenzialmente più nocive rispetto all’elettronica. Ma tant’è.

Una mazzata per il commercio degli e-cig shop che vedono tre quarti dei loro movimenti commerciali coperti proprio da questo genere di liquidi “alternativi”. E che rischierebbero, in caso di violazione, almeno 1.000 dollari di multa.