Usa, assicurazioni vita: fumo equiparato a svapo

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Usi la sigaretta elettronica? La tua polizza sulla vita sarà più cara.
Costosa quanto quella di un fumatore.
Pessimo messaggio quello che arriva dagli Stati Uniti d’America dove, anche sul fronte assicurativo, si assiste ad una equiparazione e ad un appiattimento tra fumo e svapo.
Il problema vive nella nicotina.
E’ questa la sostanza ritenuta “critica” da quanti valutano la condizione di rischio del singolo paziente: se la si assume, quindi, fumatore o svapatore che si sia, non fa differenza.
E la classe di rischio schizzerà in alto, con un “premio” che sarà nettamente più corposo rispetto a quello della popolazione standard.
A chiarirlo una analisi condotta da Bankrate, Società di servizi finanziari con sede a New York City e tra le più note, con i suoi 45 anni di attività, nella Grande Mela.
Ebbene, nell’analisi viene spiegato come “i consumatori di nicotina hanno maggiori probabilità di sviluppare il cancro” ricordandosi, altresì, come “a Febbraio 2020, i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) hanno riportato 2.807 ricoveri e decessi dovuti a lesioni polmonari causate da sigarette elettroniche e vaporizzatori”.

L’ERRONEA CONVINZIONE CHE IL PROBLEMA SIA LA NICOTINA

Appare evidente quanto la valutazione ora fatta sia infarcita da disinformazione e da pregiudizio pendenti sul settore vaping che viene, tuttavia, da molto più in alto – ovvero dagli Organi sanitari Usa e, ancor prima, dall’Organizzazione mondiale della Sanità.
Dilettantistico il punto del passaggio in cui si fa riferimento ai “2807 ricoveri e decessi”: il riferimento è alla questione Evali, con la quale la nicotina c’entra al pari dei cavoli con la merenda.
Senza voler far menzione del fatto che il problema del tabagismo, in termini di conseguenze a carico della salute umana, non risieda nella nicotina bensì nella combustione delle 70 sostanze cancerogene e delle ulteriori 4300 comunque nocive.
Anche rispetto al profilo cardiovascolare, ancora, il rischioconnesso alla nicotina è di poco conto rispetto a quello del “catrame”: questo per dire come anche le strategie assicurative gli Usa, rispetto a tale profilo, poggino su una clamorosa e palese farsa