Ucla University: Malattie cardiovascolari, parametri sangue/urine svapatori migliori di quelli dei fumatori

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“Associazioni dell’uso del tabacco senza fumo con il rischio di malattie cardiovascolari: Insights From the Population Assessment of Tobacco and Health Study”.
È questo il titolo di un nuovo studio che prova come il passaggio dalla sigaretta tradizionale ai prodotti senza fumo determini un vantaggio indiscutibile dal punto di vista cardiovascolare.
A porlo in essere un lavoro di team posto in essere da ricercatori di quattro università statunitensi: si tratta della Ucla, dell’Uc San Francisco, della Boston University e dell’Università del Texas ad Arlington.
Ad essere presi in esame 4.347 adulti di cui sono state analizzati le urine ed il sangue: un gruppo di persone alquanto eterogeneo, per quanto riguarda le abitudini tabagiste, se è vero che entro esso ricadevano fumatori, soggetti che hanno fatto uso esclusivo di alternative al fumo e, ancora, individui che non avevano mai utilizzato nè sigarette tradizionali nè alcuna forma di alternativa.
Ad essere presi in considerazione parametri quali quelli di tipo infiammatorio e dello stress ossidativo, che sono predittori del rischio di malattie cardiovascolari.
Ebbene, in modo quasi uniforme, i dati dei fumatori erano decisamente più compromessi rispetto a quelli degli svapatori.

LE PAROLE DI MARY REZK HANNA

Che, a loro volta, presentavano una condizione praticamente assimilabile a quella dei non fumatori.
Il dato importante, tuttavia, è quello relativo alla nicotina: sia i fumatori sia coloro i quali facevano uso di alternative avevano assunto medesimi quantitativi della particolare sostanza.
Le diversità biochimiche palesatesi all’esito dell’analisi, quindi, non potevano essere ricondotte al fattore nicotina ma, con tutta evidenza, ad altri “elementi” che si hanno nel fumo tradizionale e non nei prodotti del vaping o del riscaldato (quale la combustione).
“I nostri risultati mostrano come, nonostante avessero livelli uguali o più elevati di nicotina, i consumatori esclusivi di tabacco senza fumo avevano concentrazioni significativamente più basse di infiammazione e di biomarcatori dello stress ossidativo rispetto ai fumatori di sigarette”.
Così l’autrice principale dello studio Mary Rezk-Hanna della UCLA School of Nursing.
“I livelli di questi biomarcatori tra i consumatori di tabacco senza fumo – ha proseguito e concluso la stessa – erano simili a quelli dei “mai” fumatori”.