“Thc acquistata da spacciatore”

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La Thc l’ho acquistata da uno spacciatore”: Adam Hergender, appena maggiorenne, parla dal letto di ospedale nel quale è inchiodato da circa 10 giorni. Lui, dell’Illinois, è una delle vittime della epidemia, erroneamente definita da sigarette elettroniche, che, in poche settimane, ha creato seri problemi ad oltre 400 giovani statunitensi.

Adam ha notevoli difficoltà di respirazione derivanti da danni di tipo chimico ai polmoni; probabilmente, i danni, se li trascinerà per una vita intera. Ma l’importante è che si salverà.

Perchè almeno tre suoi coetanei, nello stesso periodo, non ce l’hanno fatta. Il giovane è stato ricoverato dopo aver fatto uso di una sigaretta elettronica. Ma la colpevole non è la sigaretta in quanto tale quanto l’intruglio che il ragazzo ci ha ficcato all’interno. Ovvero il Thc, meglio dirsi un olio a base di vitamina “e” che in esso è contenuto. Ciò vuol dire che se Adam avesse svapato a base di prodotti acquistati regolarmente in un negozio, ora non si troverebbe con una mascherina a trattenerlo ancorato alla vita.

“VERGOGNOSA CAMPAGNA DI DISINFORMAZIONE”

E la sigaretta elettronica? Il dispositivo è stato solo il veicolo che ha consentito di trasportare all’interno dell’organismo del 18enne la sostanza in questione. Un po’ come la siringa serve per iniettare l’eroina. Laddove è chiaro che i “colpevoli” non siano né la sigaretta né la siringa, in quanto tali, bensì le sostanze che vi sono iniettate.

Il ragazzo, come lo stesso ha affermato, si era procurato l’olio in modo illegale, attraverso il mercato clandestino. Appunto, la Thc acquistata da uno spacciatore. Perchè tale olio non è in commercio e, comunque, i suoi derivati/simili non sono certo destinati al vaping.

Il giovane, dopo aver inalato il prodotto, aveva preso a vomitare, ad accusare rialzi febbrili e stress respiratorio. E quello che è capitato a lui è capitato a tutte le altre centinaia di persone che sono state in modo criminale definite come vittime della sigaretta elettronica. Centinaia di persone che, questa è la verità, avevano trovato un nuovo modo per drogarsi, alternativo allo spinello, alternativo a pasticche e simili. Una nuova forma di sballo. A fronte di queste evidenze, però, una macchina dell’informazione che insinua altri e ben diversi sospetti. Mettendo sul banco degli imputati la sigaretta elettronica in quanto tale. Mentendo sapendo di mentire. Una vera bestialità mediatica quella cui si è assistito, eretta su una montagna di falsità. “Una vergognosa campagna di disinformazione”, come ha affermato recentemente lo scienziato Roberto Polosa