Thailandia, l’illusione dura poco: nessuna apertura sulla sigaretta elettronica

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L’illusione di un ravvedimento è durata poco.
Esattamente lo spazio di qualche settimana.
Le sigarette elettroniche resteranno non consentite a 360 gradi in Thailandia.
Lo ha definitivamente chiarito il Comitato nazionale per il controllo dei prodotti del tabacco che, nel corso della passata settimana, ha archiviato ogni ipotesi di sdoganamento del vaping.

APERTURA ERA VENUTA A GENNAIO

Ora come ora, si diceva, sulla sigaretta elettronica grava un semaforo rosso che è totale: della e-cig sono vietati la produzione, la commercializzazione, l’importazione e l’utilizzo ponendosi lo Stato asiatico, da un punto di vista giuridico, come uno dei più rigidi rispetto al settore tanto da prevedersi anche la misura del carcere per il mero atto di venire sorpresi a svapare.
Tuttavia, nel mese di Gennaio era emersa la possibilità di allentare la morsa.
Era stato il Ministro dell’Economia Chaiwut Thanakamanusorn a fare una apertura che aveva lasciato intravedere, in maniera manco tanto remota, una svolta.
Proseguiamo negli sforzi per legalizzare le sigarette elettronicheaveva fatto presente il Ministro – che sono certamente una soluzione più sicura del tabacco e che potrebbe portare entrate fiscali aggiuntive.

LA FORTE OPPOSIZIONE DEL MINISTRO DELLA SANITA’

Con la legalizzazione delle e-cig – aveva ulteriormente sottolineato lo stesso – si potrebbe consentire al Paese di procedere alla tassazione delle vendite e si potrebbe, allo stesso tempo, fornire alle persone che non riescono a smettere di fumare un’opzione più sicura”.
Ebbene, era stato costituito anche un gruppo di lavoro finalizzato a studiare le modalità per procedere alla “riabilitazione” giuridica del settore; Allo stesso avviandosi una raccolta di firme finalizzata a porre all’attenzione della Corte costituzionale un quesito circa la possibilità di cancellare il divieto di importazione.
Un iter che, però, è stato stroncato dal “niet” governativo, fortemente sostenuto dalla posizione del Ministro della Sanità, Kiattiphum Wongrajit.
La motivazione del provvedimento – in base ad una convinzione molto miope – quella di scongiurare la dipendenza dal tabacco da parte di bambini e adolescenti.