Thailandia, dietrofront sulla sigaretta elettronica: lo zampino di Onu e Oms

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L’Organizzazione Nazioni Unite si conferma.
Si conferma nemica a prescindere della sigaretta elettronica.
Questo quanto si coglie dai contenuti di una corrispondenza intrattenuta coll Governo thailandese con la quale, in pratica, si fa invito a perseverare nella impostazione anti-svapo.
Come si ricorda e come già raccontato dalla nostra testata, infatti, lo Stato asiatico – storicamente avverso alla e-cig – aveva mostrato segni di apertura verso il settore del vapore.
Era stato, in particolare, il Ministro dell’Economia Ministro dell’Economia Chaiwut Thanakamanusorn ad aprire uno spiraglio in tal senso.

L’APERTURA ED IL DIETROFRONT

Lo stesso aveva affermato come si perseverasse negli sforzi “per legalizzare le sigarette elettroniche” definite “una soluzione più sicura del tabacco e che potrebbe portare entrate fiscali aggiuntive”.
“Con la loro legalizzazione
– aveva proseguito – si potrebbe consentire al Paese di procedere alla tassazione delle vendite e si potrebbe, allo stesso tempo, fornire alle persone che non riescono a smettere di fumare un’opzione più sicura”.
Un’uscita che aveva sorpreso l’opinione pubblica atteso come la Thailandia sia sempre state molto estrema nella repressione dello svapo avendone da sempre proibito la produzione, la commercializzazione, l’importazione e l’utilizzo.
Praticamente, tutto.
Poi, però, vi era stato il dietrofront con l’annuncio di altra fonte dell’Esecutivo, ai principi di questo mese di Aprile, che aveva, in pratica, annunciato come nulla sarebbe cambiato e che la sigaretta elettronica, quindi, sarebbe restata quella che è.
Cioè un prodotto del tutto bandito.
Cosa è successo nel mezzo?
Quali pressioni hanno portato alla inversione di rotta?
Non è dato sapersi.

LE LETTERE INVIATE A BANGKOK

Certo è che l’Organizzazione mondiale della Sanità, in un paio di note indirizzate a Bangkok, a cavallo tra il 2021 ed il 2022, aveva espresso apprezzamento per le scelte anti-svapo rimarcando “pieno sostegno al divieto thailandese delle e-cig e sollecitano il governo ad adottare misure forti, adeguate al contesto nazionale, per proteggere la popolazione thailandese, in particolare i giovani dal danni del consumo di tabacco”.
Ed ancora “Le sigarette elettroniche rappresentano una minaccia per gli sforzi thailandesi di controllo del tabacco e possono invertire i guadagni ottenuti nel corso di molti decenni.
Particolarmente preoccupante è il crescente utilizzo tra gli adolescenti di età compresa tra 13 e 15 anni negli ultimi anni dal 3,3% nel 2015 all’8,1% nel 2021″.

Ma anche l’Oms si era fatta sentire, attraverso la voce di Renu Garg, rappresentante ad interim in Thailandia,
Si raccomanda – aveva rimarcato il medesimo – di adottare ulteriormente misure complete di controllo del tabacco basate sull’evidenza per ridurre la dipendenza da nicotina e l’uso del tabacco, per adempiere agli obblighi della Thailandia ai sensi del Convenzione quadro dell’Oms sul tabacco”.
In buona sostanza, l’Onu c’ha messo lo zampino.