Tasse e tabacco riscaldato, Muroni (Leu) “E’ stato fatto poco e male”

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“L’emendamento a mia prima firma sul tabacco riscaldato è stato fermato da un compromesso al ribasso”.
Continuano a piovere autentiche bombe sulle “manovre” che, in poche parole, hanno portato ad un rincaro limitato, rispetto alle originarie previsioni, sul settore del tabacco riscaldato.
Con l’annesso “risucchio” nel vortice anche del settore sigarette elettroniche.
Tassate, anche in questo caso diversamente dalle originarie previsioni, per addolcire la pillola – come detto, che già era stata edulcorata – ai big del riscaldato.
La mia proposta, sottoscritta anche da Fusacchia, Lattanzio, Palazzotto, Quartapelle, Fioramonti, Stumpo, Magi, Fratoianni e Pastorino – così ha commentato ai taccuini del “Riformista” la deputato Rossella Muroni – aveva uno scopo preciso: togliere un privilegio fiscale su prodotti dannosi per la salute a sostegno del finanziamento della medicina territoriale.
Prevedeva, infatti
– ancora l’esponente di Leu – di rafforzare l’assistenza domiciliare ai soggetti fragili con gli introiti derivanti dalla riduzione del vantaggio fiscale di cui gode il tabacco riscaldato.
E’ stato fatto poco e male: poco perché si giunge nel 2023 a solo il 40%, male perché i fondi recuperati verranno dispersi in mille rivoli”.

Ma non è tutto.
Forte la delusione anche di Vita Martinciglio, della quale avevamo già trattato qualche giorno addietro.
Mi ero illusa che con la legge di bilancio 2021 e facendomi forza anche del consistente numero di sottoscrizioni, si potesse aprire finalmente uno spiraglio su iniziativa di parlamentari di diversi gruppi alla Camera”.
Così la deputata, sempre ai taccuini del “Riformista”, “ma l’epilogo ha segnato una brutta pagina della nostra cronaca politica”.

PHILIP MORRIS AVREBBE MINACCIATO ADDIO A ITALIA IN CASO FOSSE PASSATO EMENDAMENTO M5S

Il Riformista, appunto: la testata guidata da Pietro Sansonetti sta conducendo una attività di serrata indagine ipotizzando una forte pressione di Philip Morris sul Governo al fine di vedersi alleggerita la propria posizione fiscale.
Ed il favore sarebbe stato decisamente importante: la originaria idea di emendamento pentastellata, quella che era stata formulata ed inviata al Governo, prevedeva un rincaro da subito nell’ordine del 50 percentuale.
La riformulazione della proposta, invece, come ristrutturata dal Ministero dell’Economia, ha, invece, predisposto una road map con un “plus” che arriverebbe solo al 40% e solo nel 2023.
Con, in più, la spallata al settore e-cig, diretto concorrente del riscaldato, il cui rincaro fiscale non figurava nella ipotesi M5S.
Un’operazione, quindi, che ha consentito di risparmiare svariati milioni di euro a Philip Morris.
Che, come da indiscrezioni molto forti prese a circolare negli ambienti romani, aveva ipotizzato una misura drastica in caso fosse passato l’emendamento M5S, come nella sua primitiva accezione: ovvero, dire addio all’Italia