Tabacchi esentati dall’obbligo di accettare moneta elettronica

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La forte categoria dei tabaccai riesce a far valere nuovamente il proprio peso specifico.
Come battono, sin dalla giornata di ieri, le principali agenzie di stampa nazionale, infatti, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha reso noto che i tabacchi potranno essere esentati dall’obbligo di accettare i pagamenti tramite pos per quel che concerne tabacchi, valori bollati e postali.
Nessun obbligo, quindi, di moneta elettronica in deroga a quanto recentemente disposto dal Governo nazionale.
Come si ricorda, infatti, dal 30 Giugno di quest’anno è obbligatorio, tanto per i commercianti tanto per i professionisti, dotarsi di pos e, soprattutto, consentire a quanti vogliano pagare in modo elettronico di poterlo fare.
Si tratta di una misura che, come chiaro, è volta a infittire il tracciamento delle transazioni al fine di abbattere il fenomeno dell’evasione.
Ma che, ovviamente, pretende di essere commisurata al caso concreto.
I tabaccai, non a caso, attraverso precedenti istanze, avevano chiesto di essere esentati dalla nuova disciplina generale.
E, come da evoluzioni di Domenica pomeriggio, sono stati accontentati.

LE PAROLE DI MARIO ANTONELLI

Siamo molto soddisfatti da quanto comunicato oggi dal dottore Minenna per il tramite del suo delegato Liberatore – aveva commentato nella giornata di ieri Mario Antonelli, Presidente nazionale della Federazione italiana Tabaccai – È questa un’istanza che portiamo avanti senza risparmio di energie da molto tempo”.
Spiegate anche le motivazioni che avevano portato ad avanzare le richieste
La bassa marginalità di questi prodotti e servizi – conclude Antonelli – mal si concilia con i costi dei transazione della moneta elettronica”.
Accontentati anche legittimamente i tabaccai, si “rischia” però l’effetto cascata.
Altre categorie che gestiscono movimenti economici di modesta entità potrebbero “muovere” analoghe pretese.
I tabaccai sono i primi, in ogni caso, ad ottenere deroga: la norma, per il resto, prevedeva a monte la non applicazione del principio unicamente per le transazioni tra professionisti dal momento che “non vendono prodotti o servizi al consumatore finale”