Svolta storica: la Thailandia potrebbe legalizzare le sigarette elettroniche

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Un passetto avanti e due indietro.
Mentra l’Italia fa il granchio (anche) sulla sigaretta elettronica, in altri contesti – che manco ti aspettavi – si iniziano a fare progressi sorprendenti.
E’ il caso della Thailandia, Stato asiatico tradizionalmente non amico della sigaretta elettronica.
Meglio dirsi quello più di tutti “chiuso” rispetto al vapore.
Eppure, udite udite, dal Ministro dell’Economia Chaiwut Thanakamanusorn è venuta un’apertura alquanto importante sul futuro del vaping nazionale.

ORA COME ORA IL VAPING E’ ILLEGALE

Come noto, ad oggi, nel Paese asiatico la e-cig è totalmente bandita: ne è vietata, infatti, la produzione, la commercializzazione, l’importazione e l’utilizzo.
Le trasgressioni possono essere anche punite con il carcere, tant’è che tra se v’è un luogo al mondo che viene sconsigliato agli svapatori, ebbene, quello è proprio la Thailandia.
Eppure, anche li si potrebbe assistere ad una qualche evoluzione.
“Proseguiamo negli sforzi per legalizzare le sigarette elettroniche – ha fatto presente il Ministro – che sono certamente una soluzione più sicura del tabacco e che potrebbe portare entrate fiscali aggiuntive. Con la legalizzazione delle sigarette elettroniche – ha proseguito lo stesso – si potrebbe consentire al Paese di procedere alla tassazione delle vendite e si potrebbe, allo stesso tempo, fornire alle persone che non riescono a smettere di fumare un’opzione più sicura”.

LE APERTURE DEL MINISTRO DELL’ECONOMIA

L’intenzione del rappresentante è quella di promuovere un gruppo di lavoro che possa studiare le modalità per procedere alla “riabilitazione” giuridica del settore; Allo stesso si avvierà una raccolta di firme al fine di porre all’attenzione della Corte costituzionale un quesito che chieda al massimo grado della Giustizia nazionale di pronunciarsi sul divieto di importazione di sigarette elettroniche e sulla eventuale violazione di esso dei diritti delle persone.
Un percorso che si pone ancora come decisamente lungo ma, rispetto ad un passato di totale “ban”, è evidente come si stiano gettando le basi per una nuova fase.