Svolta epocale, quindici anni fa la legge Sirchia

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Quindici anni fa. La legge Sirchia ed un milione di fumatori “strappati”, in questo lasso di tempo, al vizio delle bionde. Una fetta occupata dai 900.000 italiani che, dati 2019, risulterebbero abituali svapatori (pari a circa l’ 1,7% degli italiani). Circa l’8% rispetto ai fumatori che permangono ancora in tantissimi a quota 11,6 milioni.

La notizia del giorno, tuttavia, è quella relativa alle 15 candeline che, proprio oggi, spegne una delle leggi nazionali maggiormente impattanti sui comportamenti e sui costumi della società nostrana. E, si deve dire la verità, anche accolta con ottima disciplina e risposta dalla popolazione nazionale che, praticamente da subito, abbracciò la nuova normativa. Era il 10 Gennaio 2005 quando fece irruzione nel firmamento nazionale la disciplina che andò a vietare il fumo all’interno dei locali chiusi – posti di lavoro, luoghi di intrattenimento, trasporti pubblici. Da subito, praticamente, non si accesero più sigarette al chiuso e la nuova restrizione portò tanti che già erano desiderosi di smettere a darsi la spinta decisiva nel cestinare i pacchetti.

I FUMATORI SONO IL 22% DELLA POPOLAZIONE GENERALE. COME NEL 2008

Tant’è che la maggior parte dei milioni di ex fumatori pare abbiano salutato le sigarette proprio nei primissimi tempi successivi alla emanazione della “Sirchia”. In effetti, l’attuale percentuale di fumatori rispetto alla popolazione generale italiana (ovvero il 22%) è quella del 2008 senza che, negli undici anni successivi, vi sia stata una modifica del rapporto al ribasso. Eppure i vantaggi vi sono, anche in termini di salute pubblica. Secondo fonti del “Sole 24 Ore”, infatti, i ricoveri per cardiopatie ischemiche sarebbero calate, da allora, di circa il 4 percentuale. Con ricadute anche sui conti pubblici. E, dato curioso, sempre rimanendo in termini di risparmio, tanto per snocciolarne una, si segnala quello delle Ferrovie dello Stato che, dopo il divieto di fumo nelle zone di pertinenza, ha potuto beneficiare di un sensibile calo nelle spese di pulizia. Giusto per dire: abbandonando le “bionde” si guadagna in salute, soldi e pulizia

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