Svizzera, il Cantone di Ginevra dice addio al fumo all’aperto

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E’ come se una intera regione della nostra Italia andasse ad introdurre il divieto di fumare all’aperto.
In Svizzera, meglio dirsi in parte di essa, hanno sfoderato l’asso nella manica in chiave di lotta al fumo.
Il Canton Ginevra, infatti, ha approvato una norma con la quale si va ad operare quella che è una stretta decisiva in chiave di contrasto al tabagismo.

OK DAL GRAN CONSIGLIO, LEGGE APPROVATA

Il Gran Consiglio, infatti, Organo legislativo cantonale, ha in tal senso – con ampia maggioranza – provveduto a modificare la legge che era già vigente sul fumo nei luoghi pubblici allargando le previsioni della medesima anche a particolari fattispecie “open air”.
In particolare, saranno bandite alle sigarette classiche le aree esterne di istituti di formazione, scuole ed asili nido nonché parchi gioco, impianti sportivi con relative tribune, piste di pattinaggio e piscine.
Simile divieto anche nelle zone di attesa dei trasporti pubblici.
E’ il primo Cantone, quello di Ginevra, ad adottare una misura in tal senso.
La nostra regione sarà pioniere in Svizzera”, ha commentato la deputata socialista Jennifer Conti, promotrice dell’iniziativa, lasciando intendere come il provvedimento possa essere sposato, in un futuro non troppo remoto, anche dalle altre realtà cantonali del territorio nazionale.
Dalla Svizzera all’Italia dove il tema del divieto di fumo all’aperto è pure argomento alquanto dibattuto e di forte attualità.

IL ITALIA IL DDL AUDDINO PARCHEGGIATO IN COMMISSIONE SANITA’ DEL SENATO

Come noto, nelle scorse settimane ha ripreso vigore il Ddl Auddino, progetto normativo con primo firmatario il senatore pentastellato e sostenuto trasversalmente da oltre sessanta colleghi, il cui fine ultimo è quello di vietare, in molteplici luoghi di accesso pubblico all’aperto, il fumo di sigaretta e lo svapo.
Ora come ora, si apprende, il disegno è stato assegnato alla dodicesima Commissione Sanità ed in quella sede si è fermato il percorso: lo stesso, infatti, non è stato ancora oggetto di calendarizzazione alcuna.
Troppi gli elementi critici della proposta normativa che, nella sua attuale conformazione, difficilmente potrà progredire nel rispettivo iter.