Svapo, Decreto Sostegni: nulla di fatto al Senato

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Nulla da fare.
Il Decreto Sostegni bis – appena approvato dal Senato – arriva alla Camera dei Deputati, per l’ulteriore step di valutazione, senza le agevolazioni previste in chiave anti-svapo.
Gli ultimi tentativi che erano stati portati dalla Lega, in particolare, sono rimbalzati contro il muro della norma della quinta Commissione del Senato che ha giudicato i vari emendamenti presentati come non affini alla materia trattata.
La Lega, si ricorda, aveva tentato, attraverso la presentazione di un dedicato emendamento, di ottenere un dimezzamento delle accise vigenti – dando un forte timbro politico alla richiesta attraverso la prima firma apposta dal leader Matteo Salvini;
E, sempre con attinenza alla materia svapo, vi erano stati anche due ulteriori emendamenti “gemelli”, sottoscritti uno, ancora una volta, dalla Lega e, l’altro, dal Movimento Cinque Stelle aventi ad oggetto, entrambi, il possibile slittamento al nuovo anno delle norme sulle giacenze.
Ma, come detto, è stato disco rosso, non valutandosi la questione nella sostanza, nel merito bensì rispetto al profilo procedurale.

ALLA CAMERA NON VI SARA’ ALCUNA MODIFICA

Alla Camera, quindi, arriva un testo che non prevede agevolazione alcuna per il settore della sigaretta elettronica confermandosi quindi lo status quo.
Nè, come trapela, nelle sedi di Montecitorio verranno apportate modifiche – come da prassi consolidata – con il “Sostegni” che, nella sua complessità, scivolerà inalterato ed in modo snello fino all’approvazione finale.
Fumata grigia, quindi, per il “Sostegni” al quale si sperava di potersi agganciare per rimediare, in un certo senso, ai guai combinati nella legge di Bilancio.
A proposito, la legge di Bilancio.
Da quella 2020 a quella 2021.
Come si apprende da ambienti prossimi alla Lega, infatti, si lavorerà sul prossimo previsionale al fine di limitare il peso fiscale sullo svapo.
Una legge che, come previsto dalla norma approvata a fine 2020, prevede un aumento delle accise sui liquidi secondo una scaletta a crescere fino al 2023.
Il mutato assetto governativo apre, tuttavia, prospettive diverse e meno sfavorevoli per il settore: vi è il margine, quindi, per intervenire, in modifica, sulla norma vigente