Svapo, Cina stronca mercato on line

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Cina, è guerra al marketing delle sigarette elettroniche. In circa sessanta giorni, infatti, gli Organi di controllo del grosso Stato asiatico hanno posto in essere una massiccia operazione restrittiva. Cosa che ha portato ad un fortissimo ridimensionamento del web-mercato di e-cig.

Come congiuntamente fatto presente da State Tobacco Monopoly Administration e State Administration for Market Regulation, infatti, sono stati rimossi oltre 23.000 video e link che facevano promozione, attraverso lo strumento internet, di prodotti per sigarette elettroniche, liquidi compresi. Allo stesso tempo, la stretta posta in essere ha disposto la chiusura e l’oscuramento di ben 5.000 piattaforme web deputate alla vendita di prodotti per svapo.

Secondo il Governo cinese, infatti, alcune forme di web marketing sarebbero state finalizzate ad intercettare specificamente le fasce giovani della popolazione. Il tutto attraverso una proposta di gusti particolarmente freschi ed accattivanti, attraverso l’uso di etichette e di formati aventi richiami particolari al mondo giovanile.
Il caso cinese è emblematico di una visione parziale e cieca nell’approccio al macrodiscorso svapo-fumo.

I GRANDI INTERESSI DEL TABACCO

Si “perseguita” il settore delle sigarette elettroniche mentre si lascia campo libero, invece, a quello delle “classiche”. Si perseguita un prodotto sulla cui nocività non vi sono affatto certezze (anzi!) e si lasciano autostrade alle bionde che, invece, “macinano” ogni anno, nel mondo, tra i 7 e gli 8 milioni di vittime.

Ma, attenzione, la motivazione rischia di essere presto spiegata. Gli interessi sono fortissimi in Cina, tant’è che il Paesone asiatico presenta fra i propri confini uno dei principali produttori su scala mondiale di tabacco. Ed i cinesi non si mostrano certo indifferenti al fascino della sigaretta. Secondo approfondimenti condotti dall’ Organizzazione mondiale Sanità, nel territorio cinese, con riferimento all’anno 2013, risultano essere stati consumati 2,5 milioni di tonnellate di sigarette.

Un primato che vale alla Cina l’appellativo di ciminiera del mondo. L’aspetto paradossale, come traspare da questo ragionamento nella sua complessità, è che si resta indifferenti rispetto alla piaga del fumo ed ai connessi danni adesso legati in termini di Sanità. E si colpisce il settore del vaping che potrebbe rappresentare, invece, quanto meno una opzione, se non una soluzione, in chiave di smoking cessation