Svapo a base di Thc, a Taiwan scattano gli arresti

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Sbattuti in galera ed in attesa di un processo che, considerando la normativa statale, partorirà pene severissime.
A Taiwan, per la precisione nella capitale Taipei, è stata smantellata un’organizzazione accusata di fare traffico illecito di prodotti per lo svapo contenenti cannabidiolo (Cbd) e tetraidrocannabinolo (Thc).
Lo ha rivelato il Taipei Times.

GRUPPO GUIDATO DA UNA RAGAZZA DI 25 ANNI

Dopo una lunga fase di osservazione e di intelligence, la Polizia ha fatto irruzione in un locale rinvenendo e sequestrando 94 cartucce, risultate poi contenere, ai successivi accertamenti di laboratorio, Cbd e Thc, principali principi attivi della cannabis, e 23 sacchetti di materiale in polvere risultato poi essere ketamina.
Manette, come detto, per i componenti dell’organizzazione capitanata da una donna di 25 anni.
Sequestrati nel corso dell’operazione anche una pistola modificata, 11 proiettili ed una somma di denaro abbastanza ingente.
Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe tratto profitti per 10 milioni di dollari taiwanesi prediligendo, quale veicolo di mercato, le piattaforme social attraverso le quali si procacciava la clientela, principalmente composta da persone molto giovani.
Per tutti l’accusa di aver violato la legge sugli stupefacenti e sul possesso illegale di armi da fuoco.

LO SVAPO, IN GENERALE, E’ PRATICA ILLEGALE

I funzionari del Ministero della Salute e del Benessere, all’indomani degli arresti operati, hanno affermato come le sostanze sequestrate fossero illecite.
Specificando, tuttavia, come la sigaretta elettronica, indipendentemente dal contenuto e dalla sostanza svapata, fosse e resti assolutamente illegale nel Paese.
Un campanello d’allarme che deve suonare per i tanti turisti – molti gli occidentali, molti gli italiani – che si riversano nello Stato orientale per periodi di vacanza.
E che devono essere a conoscenza di come entrare nel Paese con una e-cig possa comportare problemi con le Autorità del posto.
Rischiando di vedersi trasformato un periodo di vacanza in un incubo giudiziario.