Svapare? Fa bene alla tasca!

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Svapare? Fa bene alla tasca!

La salute ne trae beneficio. Ma, udite-udite, anche la tasca sorride nel passaggio dal tabacco all’e-cig.

Un conticino facile facile quello in cui tutti, armati di calcolatrice, si possono tuffare. Partiamo dai costi dell’ “elettronica”. Un kit di partenza, in primis, ha un costo compreso entro le 30 euro. Poi vi sono i costi settimanali per l’acquisto dei flaconcini contenenti i vari aromi: come ci rivelano addetti ai lavori, 10 ml richiedono una spesa pari a 5 euro per una durata stimata in circa una settimana.

A calcoli fatti, quindi, mensilmente lo svapatore è chiamato a sostenere un costo pari a 20 euro sempre prendendosi in considerazione, come ovvio, un profilo “entry level”. Ed ora passiamo al versante del tabacco. Chi consuma un pacchetto con cadenza quotidiana è chiamato a sborsare 5 euro (circa) al giorno, ciò per non scomodare gli incalliti capaci di arrivare a spazzolare via anche più di 40 sigarette nelle 24 ore. Venti euro mensilmente per gli “elettronici” e 150 euro, nello stesso periodo, per i filo-tabacco. Un bel risparmio di 120 euro/mese a vantaggio del mondo svapo.

E se moltiplicassimo il tutto per una finestra temporale di un anno, il confronto, se la matematica non è un’opinione, diventa ancor più imbarazzante. Si parla, infatti, di una spesa di 240 euro circa per i consumatori di sigaretta elettronica (20×12) contro una di 1.800 (150×12) per gli aficionados del tabacco. Le ragioni della tasca potranno, quindi, avere la meglio sulle sirene del vizio? Potranno le ragioni della tasca essere più convincenti rispetto a quelle della salute? Una questione che, come evidente, si presenta come estremamente soggettiva. Intanto la parola torna ai numeri. Ed essi dicono che, in un anno, tirando le somme, il risparmio per lo svapatore sarebbe pari ad oltre 1.550 euro. E, discorso quanto mai pertinente considerando lo specifico momento dell’anno, la vacanza sta pagata.