Studio Usa “Divieti su svapo fanno crescere tassi fumatori”

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Frittate americane.
Uno studio conferma quello che, del resto, i teorici del minor danno da fumo sostengono da sempre.
Ovvero, laddove si pongono in essere restrizioni sulla sigaretta elettronica, rendendone più difficili l’accesso e la fruizione, si finiscono per registrare, inevitabilmente, maggiori tassi di fumo.

ANALISI CONDOTTA A INIZIO 2020

A ribadire il dato è stato approfondimento pubblicato sulla rivista medica “Value in Health” ed intitolato “Impact of Banning Electronic Nicotine Delivery Systems on Combustible Cigarette Sales: Evidence from US State-Level Policies”.
L’analisi, condotta a inizio anno 2020, ha preso in esame il caso dato dagli Stati Uniti d’America dove, a seguito della bufala Evali, scoppiata a fine estate 2019, diversi Stati, sull’onda emotiva del fatto, avevano adottato provvedimenti locali con più o meno marcate limitazioni in capo allo svapo.
Ebbene, alla luce di quanto rilevato, si è potuto accertare come in realtà quali Massachusetts, Washington e Rhode Island – tra gli Stati che avevano adottato limitazioni per quel che riguarda la commercializzazione degli aromi negli e-liquid – si fosse avuto un aumento nei consumi delle sigarette quantificabile tra il 4,5 percentuale ed il 7,6 percentuale.

ANCHE IL CONNECTICUT STRINGE

“Le vendite di sigarette negli Stati che avevano vietato gli “Ends” erano significativamente più alte di quanto sarebbe stato altrimenti osservato”, hanno affermato gli autori dello studio.
I medesimi hanno quindi posto l’accento sulle “potenziali conseguenze indesiderate” insite nelle restrizioni alle vendite.
Ma non è stato il solo fenomeno Evali ad aver determinato un’ondata di iniziative anti-e-cig: ancora oggi, infatti, negli Stati Uniti d’America si susseguono gli esempi di Stati che adottano norme finalizzate a limitare i consumi delle “elettroniche”.
L’ultimo della serie il Connecticut che, come rilanciato dai media Usa solo nella giornata di ieri, ha avviato il percorso legislativo che porterà ad eliminare dal mercato interno gli e-liquid aromatizzati salvaguardando, come consueto avviene, solo quelli al gusto base di tabacco.