Studio Pakistan: aumento costi pacchetti fa diminuire i fumatori

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Aumentare il prezzo dei pacchetti di sigarette del 50% comporterebbe una pari percentuale di diminuzione nel tasso dei fumatori.
Sono queste le conclusioni che giungono da una ricerca effettuata in Pakistan, uno dei Paesi al mondo maggiormente afflitto dalla incidenza della dipendenza da tabacco.
Come appurato dal Pakistan Institute of Development Economics, in particolare, a fronte di un plus dei costi dei pacchetti nella misura detta, la stragrande maggioranza dei fumatori cesserebbe del tutto di fare uso delle tradizionali bionde e solo una residua parte, non superiore al 9 percentuale, ripiegherebbe su marche dal minore costo.

ANALOGO STUDIO NEL 2018

Ad analoghe conclusioni era approdato anche uno studio del 2018, pubblicato su Bmj e condotto da Prabhat Jha, docente dell’Università di Toronto e del Saintt Michael’s Hospital.
Quella ricerca, nel dettaglio, aveva accertato come un aumento dei prezzi, sebbene non specificato nella sua precisa entità, avrebbe portato a circa 450 milioni di anni di vita guadagnati in 13 Paesi asiatici posti sotto particolare esame, metà dei quali nella sola Cina. 
Non solo l’aumento della tassazione sul tabacco ridurrebbe il fumo e le sue conseguenze sulla salute – avevano commentato i relatori – ma i risultati dello studio sono anche rilevanti per gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite per ridurre la povertà e migliorare la salute”.
Tuttavia, una eventuale relazione tra aumento dei costi dei pacchetti e calo nel consumo delle bionde sembrerebbe essere teorema principalmente applicabile a realtà a basso reddito e non a quellr del mondo occidentale, caratterizzate da un tenore di vita più alto.

IL CASO AL CONTRARIO DELL’AUSTRALIA

Il caso Australia in tal senso sembra essere emblematico.
Nella terra dei canguri, infatti, si è recentemente assistito ad un significativo rincaro nei prezzi delle sigarette – arrivati ad una media di 25,10 dollari (a fronte di una di 14,80 nel Regno Unito e di 8,50 negli Stati Uniti d’America).
L’impennata nei costi, però, si diceva, non pare proprio aver recato alcun beneficio, anzi.
I dati dell’Australian Institute of Health and Welfare, al contrario, infatti, suggeriscono che i tassi di fumo locali sono, piuttosto, in aumento.
Una strategia, quella della stangatina, che, quindi, può avere un valore ma solo in termini limitati e che, certamente, non è estensibile ed applicabile a tutti i contesti socio-economici.