Studio inglese: fumatori contraggono Covid più severo

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Attenzione.
Se la nicotina ha un effetto protettivo rispetto alla possibilità di contrarre il Covid, la condizione di fumatore può predisporre allo sviluppo di una forma di malattia più grave.
Lo sostiene studio britannico.
In particolare, sono state prese in considerazione le situazioni di 421.469 persone rilevandosi, appunto, come le ospedalizzazioni e i casi fatali fossero decisamente più marcati, rispetto alla popolazione generale, accertandosi, altresì, come le possibilità di andare verso condizioni clinicamente più complicate fossero anche direttamente proporzionali al maggior numero di bionde fumate.

NON LASCIARSI CULLARE DAGLI EFFETTI PROTETTIVI DAL CONTAGIO DELLA NICOTINA

Lo stesso lavoro, altresì, aveva anche appurato come le problematiche fossero particolarmente riferite a coloro i quali erano attuali fumatori.
Quanto agli ex tabagisti, invece, persisteva una tendenza a sviluppare forme di maggiore serietà ma che andava a decrescere quanto più tempo era trascorso dal momento dell’ultima sigaretta.
Il dato è particolarmente significativo e deve richiamare all’ordine quanti sono dipendenti dal tabacco che, causa lo scalpore avuto dalle conclusioni della ricerca prima menzionata – quella che indicava nella nicotina una sorta di effetto scudo dal contagio – aveva fatto un pò crogiolare gli aficionados delle bionde.

LO STUDIO INGLESE RICHIAMA ALLA PRUDENZA

In effetti, i dati dei Centers for Disease Control and Prevention avevano mostrato come i fumatori rappresentassero solo l’1,3% dei casi di Covid-19 ospedalizzati, mentre il tasso di fumo degli adulti in America era pari al 13,7%.
A fronte di questo dato “positivo”, le conclusioni dell’analisi inglese, invece, hanno ricondotto con i piedi per terra urlando prudenza: vero è che la nicotina può rendere più complicato contrarre la malattia, ma se la si becca, in quanto fumatore, si rischia in misura decisamente maggiore rispetto a chi non lo è.
Smettere di fumare era e resta la soluzione, in definitiva, tanto più se si è afflitti da patologie e tanto più in un momento, quale quello corrente, ancora caratterizzato, nonostante i vaccini che contengono sensibilmente i danni, da una circolazione intensa del virus pandemico.