Smettere di fumare, sigarette elettroniche più efficaci di cerotti e gomme

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La sigaretta elettronica resta la soluzione migliore e più efficace, tra quelle disponibili, per smettere di fumare.
Lo sostiene studio inglese elaborato dalla Queen Mary University di Londra e supportato dal National Institute for Health Research, dal Health Technology Assessment Program e dal Cancer Research UK.
Le percentuali di successo della sigaretta elettronica, in tale ottica, sarebbero addirittura doppie rispetto a quelle insite negli altri strumenti.
La ricerca si è basata su un campione di 900 pazienti che si erano rivolti alle cliniche per la cessazione del fumo.
Questi, quindi, sono stati equamente suddivisi in due sottogruppi: ad uno è stata somministrata la sigaretta elettronica quale “arma” per la “smoking cessation”; all’altro gruppo sono stati offerti cerotti e gomme da masticare alla nicotina.

A tutti i novecento partecipanti al percorso, ancora, è stata offerta una opportuna consulenza di supporto. Tutti i partecipanti al test sono stati seguiti per un anno, con test biochimici. Cui gli stessi sono stati sottoposti per verificare, attraverso gli esami del sangue, se effettivamente quanti avevano dichiarato di smettere lo avessero effettivamente fatto.

L’EFFICACIA SAREBBE DOPPIA

Ebbene, quanti avevano fatto uso dei dispositivi “Nrt” (ovvero cerotti, gomme da masticare) avevano rivelato una percentuale di successo nell’ordine del 9,9%.
Un dato che già era sorprendente dal momento che i precedenti elementi facevano riferimento ad un successo nell’ordine del 5-7 percentuale. Nel gruppo di quanti, però, avevano fatto uso delle sigarette elettroniche nel tentativo di smettere, si era registrata una percentuale di successo addirittura doppia corrispondente al 18 percentuale.

Anche alla luce, quindi, di questo genere di dati, si auspica che nei percorsi di smoking cessation – si pensi ai vari Centri antifumo nazionali – possa essere, quanto meno in un regime sperimentale, proposta la sigaretta elettronica in parallelo alle altre soluzioni.
E, sulla base di numeri e dati, capire, poi, se essa effettivamente possa recare benefici in ottica di fuoriuscita dal vizio.