Smettere di fumare, la ricerca concorde: sigaretta elettronica strumento più efficace

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“Smoking cessation”, la via maestra è quella della sigaretta elettronica.
Lo ribadiscono le conclusioni poste in essere da una “review” condotta per iniziativa dei ricercatori di “Cochrane collaboration”.
“Sigarette elettroniche per smettere di fumare” la denominazione dell’approfondimento che ha preso in considerazione, riesaminandole, le conclusioni di 50 precedenti studi che avevano riguardato, complessivamente, 12.430 partecipanti.
Ci sono prove di moderata certezza rispetto al fatto che le sigarette elettroniche con nicotina possano aumentare i tassi di successo, in chiave di “smoking cessation”, rispetto alle sigarette senza nicotina e, soprattutto, rispetto alle varie altre alternative al fumo, quali cerotti e gomma da masticare”.
Così gli autori dell’approfondimento che, come prima specificato, non hanno posto in essere una attività di ricerca ex novo bensì hanno esaminato i dati e le conclusioni di attività preesistenti, riuscendo a convergere in modo praticamente univoco sul fatto che in tutte le ricerche attenzionate si convenisse nella maggiore efficacia delle e-cig rispetto alle forme alternative.
Una ulteriore ricerca, ancora, particolarmente mirata sul discorso delle gomme da masticare quale ipotetico strumento per mantenersi nel regime “smoking-free”, ha dimostrato l’alta percentuale di fallimenti di quest’ultime.

GOMME ALLA NICOTINA NON SODDISFACENTI

In pratica, come appurato in seno a lavoro di recente pubblicazione su “Addiction”, quasi una persona su due – che aveva smesso di fumare e che si era tentato di “mantenere” con gomme da masticare alla nicotina – è ritornata, di fatto, al fumo.
Si comprende, quindi, come tale strumento non possa essere adeguato a conservare la permanenza in un regime “smoking free” da parte di persone che hanno, in tempi recenti, accantonato le “bionde”.
Laddove non si può non prendere atto di come proprio siffatte gomme da masticare, unitamente alla farmacologia, rappresentino, in parallelo al counseling, l’argomento principale dei 292 Centro anti-fumo sparsi sul territorio nazionale.
La grande sfida per il settore svapo è quella di poter aver la possibilità di dimostrare alle Istituzioni italiane la validità della sigaretta elettronica in chiave di cessazione del fumo.
Che possa essere uno studio-pilota o altra forma di “test” nel reale.
Ciò perchè chiudere – a prescindere – la porta in faccia ad alternative che garantiscono risultati e comprovato minor danno corrisponde a pura ostinazione.
Intanto, i percorsi di cessazione dal fumo proposti in sede istituzionale si rivelano ormai vetusti e ampiamente fallimentari.
Ed i bilanci dei Centri anti-fumo, come detto, ampiamente insoddisfacenti per numeri e risultati, ne sono puntuale controprova.