Smettere di fumare con la sigaretta elettronica: il consiglio vale anche per il diabetico

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Sigaretta elettronica e glicemia, sigaretta elettronica e diabete: vi è relazione?
La questione diviene essere di sempre maggiori attualità ed interesse atteso il crescente numero di persone che, confortate dai successi altrui, tentano di smettere attraverso la e-cig.
Ebbene, rispetto alla opportunità o meno che un diabetico “svapi”, si impone una preventiva riflessione generale.
Ovvero: l’ideale – punto fermo – sarebbe non assumere né fumo né vapore, né fumare né svapare.
E questo, sia chiaro, non vale solo per la fattispecie dell’iperglicemico.
Ben venga, però, la sigaretta elettronica se questa può aiutare nel dire addio alle bionde: questo perché, anche con riferimento al discorso diabete-glicemia, vale il teorema di fondo.
Un teorema che inequivocabilmente afferma come la sigaretta elettronica sia estremamente meno dannosa rispetto a quella “classica”.
Anche per un diabetico.
Se tale ultimo, quindi, al fine di sottrarsi al vizio deve fare ricorso al supporto della e-cig, ben venga essa.
Quale strumento transitorio, quale supporto in chiave di smoking cessation.
Ma dicevamo: fumare e svapare come si rapportano, in particolare, con il diabete?
In tal senso validi elementi vengono dal Coehar, team dell’Università di Catania guidato dal docente Riccardo Polosa, coordinatore del progetto Diasmoke 2.0.
In primo luogo, i ricercatori catanesi hanno messo il punto chiaro sulla problematicità della relazione fumo-glicemia.

IL COEHAR: SIGARETTE DANNOSE ANCHE IN QUADRO DIABETICO

“Partendo da una attenta analisi della letteratura scientifica del settore, abbiamo cercato di approfondire il problema tabagismo e diabete mellito per illustrare come queste due condizioni agiscano sinergicamente nello sviluppo della malattia e nella progressione delle sue complicanze.
La nostra analisi spiega che la disassuefazione dal fumo può ridurre l’incidenza di malattia o rallentare l’evoluzione delle complicanze cardiovascolari – così aveva spiegato il professore Francesco Purrello, Direttore del Dipartimento di Medicina clinica sperimentale dell’Università degli Studi di Catania e presidente della Società italiana di Diabetologia – Se osserviamo gli effetti del fumo della sigaretta su pazienti affetti da diabete otteniamo un quadro clinico complesso e preoccupante.
Infatti, la combinazione di glicemia elevata con alti livelli di sostanze tossiche presenti nel fumo determinano un aumento esponenziale del rischio cardiovascolare in questi pazienti, con complicanze quali ictus, infarto del miocardio, arteriopatia periferica, e retinopatia diabetica”.

“Questo stato delle cose – così, invece, Polosa – richiede un cambio di mentalità.
Dato che molti pazienti con diabete continuano a fumare nonostante i noti rischi per la salute, una possibilità è quella di sfruttare le nuove tecnologie per il rilascio di nicotina quali strumenti sostitutivi molto meno dannosi delle sigarette convenzionali.
Per questo Coehar ha lanciato Diasmoke 2.0, un progetto di ricerca altamente innovativo che ha l’obiettivo di monitorare e valutare l’abitudine tabagica di quasi 1000 pazienti affetti da diabete e di valutare l’efficacia e la sicurezza dei nuovi trattamenti per smettere di fumare”.

Un particolare appunto, ancora, Polosa lo incentra sulle possibili conseguenze che l’addio alle sigarette potrebbe determinare sul discorso peso corporeo con ricadute, in caso di aumento ponderale, potenzialmente dannose per l’iperglicemico.
“Sebbene le ricerche siano ancora ad una fase iniziale – ha spiegato il medesimo – è possibile dedurre che, a fronte di una riduzione di peso e del conseguente miglioramento del compenso diabetologico, i pazienti affetti da diabete che utilizzano la sigaretta elettronica possano trarre giovamento.
I primi dati emersi dai lavori preliminari al progetto Diasmoke 2.0
– ha concluso – dimostrano che oltre ai vantaggi già noti, la sigaretta elettronica consente ai pazienti di smettere di fumare senza andare a registrare un aumento ponderale di peso, a differenza di altri metodi che comportano un aumento di circa sei-otto chilogrammi, a cui consegue una maggior insulino-resistenza”.

LIQUIDI INALATI ED IN MODICA QUANTITA’: IMPATTO POCO SIGNIFICATIVO SU VALORI GLICEMICI

Ma i liquidi per sigaretta elettronica possono causare aumenti di valori glicemici nel sangue?
Si deve premettere come, allo scopo, spulciando la letteratura di merito, si trovi, anche al riguardo, tutto e l’esatto contrario di tutto.
Ma sappiamo anche come molte ricerche, filtrate con attenzione, palesino evidenti limiti (statistici, puramente scientifici se non, addirittura, di tipo manipolativo essendo state commissionate da “soggetti” interessati).
Sulla eventuale nocività dei liquidi a carico del corpo umano, citiamo la dottoressa Ilaria Giordani, Specialista in Endocrinologia e malattie del ricambio ed una delle moderatrici del noto portale dedicato “Pagine mediche”.
L’impatto sulla glicemia – ha osservato la medesima – è marginale considerate le quantità e la via di assunzione inalatoria”.
Ovviamente, resta sempre l’obbligo di monitorarsi e di interpretare lo svapo come strumento temporaneo per dire addio alle sigarette.