Sindaco di Melbourne, frasi-shock su e-cig “Provocano malattie polmonari”

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Incredibile quello che avviene in Australia.
Il sindaco di Melbourne, infatti, giustifica con una tesi “sanitaria” del tutto improbabile la volontà amministrativa di porre limitazioni allo svapo.
“Le sigarette elettroniche sono relativamente nuove, ma sappiamo che esiste un possibile collegamento con una grave malattia polmonare”.
Così ha fatto presente Sally Capp, dal 2018 Primo Cittadino della metropoli australiana, 5 milioni di abitanti.

Una affermazione che, ovviamente, è parziale per non dire assolutamente infondata.
Ma riavvolgiamo il nastro.
Nella grossa città, Capitale dello Stato di Victoria, è prossimo ad arrivare in Consiglio comunale il voto rispetto ad una proposta di regolamento che mira ad equiparare la disciplina sigarette-sigarette elettroniche.
Ad oggi, infatti, le norme comunali proibiscono in determinate zone della città l’uso delle sigarette “classiche” anche all’aria aperta.
Si tratta di undici siti completamente “smoking free”, ovvero Bourke Street Mall, Causeway, Howey Place, Block Place, Equitable Place, Goldsbrough Lane, QV Melbourne, le piste da corsa di Tan e Princes Park, Collins Way e Fulham Place.
Ebbene, in Consiglio comunale si deciderà se estendere, con riferimento a queste zone, il divieto di svapo attraverso quella che sarebbe una equiparazione piena nella disciplina tra bionde ed e-cig. Una equiparazione normativa che, del resto, non sarebbe affatto novità sul territorio australiano.

QUANDO LE ISTITUZIONI CREANO CONFUSIONE

Le affermazioni del Primo Cittadino sono indicative di come vi sia ancora, in ambito istituzionale, una conoscenza molto approssimativa rispetto alle sigarette elettroniche. Ovvero, si ritengono esse come diretta causa di accidenti polmonari.
Infatti, come spiegano dall’Amministrazione di Melbourne, “i liquidi per sigarette elettroniche contengono una gamma di ingredienti e aromi chimici che non si sono dimostrati sicuri da inalare e non sono regolamentati. Pertanto, non si sa davvero cosa si sta inalando”.

Un approccio che, al di la del divieto imposto, è assolutamente fuorviante per i consumatori i quali potrebbero erroneamente ritenere – data la rilevanza della fonte istituzionale – che i dispositivi di svapo possano effettivamente essere dannosi per la salute umana.
Laddove è noto, invece, come esclusivamente l’uso distorto di essi, con liquidi illegali e provenienti dal contrabbando, possa causare problematiche.
Mentre l’utilizzo in se, invece, come da attuali conoscenze, non ha mai rappresentato fonte di problemi gravi a carico dell’uomo.
Ma questo, a Melbourne, probabilmente non lo sanno