Sigarette elettroniche, stangata da 160 milioni: critiche da Salvini

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La possibilità di tassare nuovamente le sigarette elettroniche ed il settore svapo? Una eventualità bocciata in modo chiaro e netto da Matteo Salvini. Il leader della Lega ha ribadito la personale e già nota idea sulla specifica questione nel contesto di “Tg2 Post”, programma della seconda rete nazionale.

Nell’esprimere e nel ribadire condanna rispetto all’operato del Governo penta-piddino, l’esponente ha chiosato specificamente sulle intenzioni governative riguardanti il particolare settore.

Giudico i fatti e non le chiacchiere – ha fatto presente il vicepremier – A quanto pare, tuttavia, stanno ipotizzando di tassare le sigarette elettroniche. Ebbene – ha insistito Salvini – invece di aiutare chi smette di fumare per farsi meno male, vanno a ritassare chi prova a farsi meno male. Il tutto incrementando i costi per la Sanità. Ormai, tra questa, tasse su badanti e merendine ne sento di tutti i colori”.

Perentoria, come al solito, l’ex guida del Dicastero degli Interni che ribadisce l’inopportunità di un’eventuale tassazione sul settore dello svapo che, invece, andrebbe incoraggiato – in virtù della logica del minor danno – e non disincentivato con un maggiore gravàme fiscale

INTANTO IN BILANCIO PRENDE CORPO LA STANGATINA DA 160 MILIONI

Intanto, però, le notizie che giungono al riguardo – e che, probabilmente, erano state già intercettate da Salvini – vanno in direzione preoccupante. E, soprattutto, meno tranquillizzante rispetto alle indiscrezioni di qualche giorni fa. A quanto pare, infatti, la stangatina vi sarà. Eccome. Si prevede, infatti, come riferisce l’Ansa, un rincaro di 160 milioni che arriveranno da un aumento di imposte su “liquidi, bruciatori, trinciato e sigaretti”. I rincari riguarderanno anche il settore delle sigarette ma in una misura molto più modesta (si parla di 45 milioni di euro). Si fa, fosse reale questa impostazione, il perfetto contrario di quanto si doveva fare. Invece di favorire il minor danno, cioè, quanto meno fiscalmente, lo si penalizza.

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