Sigarette elettroniche, O’Connel “Vero problema è disinformazione”

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Una riflessione gustosa, interessante. Intrattenuta su una tematica di assoluta centralità nell’ambito dello svapo.
E’ quella che la testata italiana “Panorama”, gruppo Mondadori, ha intrattenuto – a mezzo intervista – con Grant O’Connel, vertice di “Imperial Brands”, tra i principali produttori al mondo di sigarette elettroniche.

La discussione, come detto, ha insistito proprio sulle e-cig e sulla evidenza di quello che è un chiaro paradosso. Se, infatti, da una parte si susseguono sempre nuove conclusioni scientifiche che dimostrerebbero come la sigaretta elettronica sia meno nociva di quella tradizionale, si denota ancora – dall’altra – una certa resistenza, qua e la nel globo, sia a livello legislativo sia a livello di Autorità sanitarie.
Se, infatti, Paesi come Nuova Zelanda, Regno Unito, Canada e Norvegia hanno, in un certo senso, mostrato aperture al settore, nella gran parte dei restanti contesti si evidenziano – a livello di Istituzioni – ancora notevoli paletti e diffidenze. Italia compresa.
Un atteggiamento che finisce per riflettersi, ovviamente, anche sull’opinione pubblica, sul potenziale consumatore. Che, a fronte di tanta “prudenza” dei vertici rispetto alla tematica del fumo elettronico, non può che assumere uguale atteggiamento. Precludendosi una importante possibilità per la propria salute. “

“CON E-CIG MENO NICOTINA NEL SANGUE”

Il Ceo di “Imperial Brands”, in particolare, ha fatto riferimento, in tal senso, a “titoli sensazionalistici dei media, alla disinformazione”. Come anche a talune ricerche scientifiche, non autonome (in un certo senso “pilotate”), che vanno in direzione contraria. E che rischiano “di oscurare la bella storia che il vaping ha da raccontare”.
E la comunicazione non corretta, si diceva, pare aver giocato un proprio ruolo.
In Spagna, Germania, Grecia, ad esempio, la diffidenza, tra la gente, verso la sigaretta elettronica è lievitata da una percentuale del 58,5 del 2016 ad una del 61,8 al 2018.
Una diffidenza che poggia sul nulla se è vero come lo svapo non abbia determinato un solo decesso in dieci anni di presenza sul mercato.

E, invece, viene considerato, da una determinata percentuale dell’opinione pubblica prima menzionata, “pericolosa come o più della sigaretta tradizionale”.
Che di morti, invece, ne macina otto milioni al mondo.
O’Connel, ancora, ha sottolineato come la maggior parte dell’utenza afferente il suo marchio sia adulta, smentendo, pertanto, come i dispositivi possano essere particolarmente appetibili per i giovani e, quindi, apripista per un futuro da tabagista.
Anche perchè le sigarette elettroniche, come spiega ancora O’ Connel, “rilasciano nicotina nel sangue in percentuale decisamente minore rispetto a quanto non facciano le sigarette normali”. Ma v’è di più.

Il manager è risoluto nell’affermare come il vaping stia aiutando le persone ad abbandonare il vizio del fumo. A provarlo una ricerca del “Cancer Research Uk” che ha dimostrato come quasi 70.000 inglesi, nel corso del solo 2017, abbiano smesso grazie ai dispositivi elettronici