Sigarette elettroniche non creano dipendenza come quelle tradizionali

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Le sigarette elettroniche possono creare dipendenza ma non come quelle tradizionali.
Ad approdare a tale conclusione è stato uno studio finanziato dal National Institutes of Health e dal Center for Tobacco Products e pubblicato su Addiction, prestigiosa rivista scientifica inglese.

Ebbene, l’analisi ha preso in esame un ampio campione di pazienti che faceva uso combinato di e-cig e delle classiche bionde nonché altri riconducibili a (soli) vapers e (soli) fumatori.
Il risultato non ha lasciato margine ad errate interpretazioni. Ovvero, il tasso di dipendenza, durante la fase di osservazione, è stato nettamente superiore nella fascia degli utilizzatori di sigarette classiche. Questo studio, quindi, contraddice conclusioni che erano state partorite da altre ricerche. Che, invece, ipotizzavano una assuefazione tra gli svapatori praticamente sovrapponibile a quella dei fumatori di tabacco.

Tali risultati sono, invece, confermativi di un altro studio, parimenti qualificato, che era stato condotto nel 2017. E che aveva incentrato l’indagine su 3.586 partecipanti che erano fumatori e/o vapers regolari.
Le sigarette elettroniche creano dipendenza, ma non allo stesso livello delle sigarette tradizionali“. Così Guodong Liu, docente di Scienze della salute pubblica, principale autore dello studio 2017.

LA DISSUEFAZIONE POTRA’ ESSERE GESTITA IN AUTONOMIA DALL’UTILIZZATORE

Il fatto che i dispositivi da svapo non determinino una assuefazione “importante” è dato che può incoraggiare ad individuare nelle stesse una “via” da indicare ai fumatori per fuoriuscire dal vizio del fumo.
Le e-cig, quindi, potrebbero fungere da stampella anti-bionde. Ma, allo stesso tempo, non creerebbero un vincolo troppo difficile da sciogliere, da parte dell’utilizzatore, nel momento in cui questi – eventualmente – volesse, un giorno, “mollare” anche lo svapo.
In parole povere, quindi, per quanti volessero riporre nel cassetto le sigarette elettroniche non si profilerebbe neppure lontanamente un percorso di disintossicazione, di dissuefazione.
Ciò dal momento che il tasso di dipendenza è talmente sottile e sfumato da poter ricadere, con tutta tranquillità, nella autonoma gestione dell’utilizzatore