Sigarette elettroniche, nel 2020 mercato da 14,4 miliardi

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Una mole di mercato stimata in 14,4 miliardi di dollari per quel che riguarda l’anno 2020. Numeri importanti ma, comunque, in frenata rispetto a quelli che si ipotizzavano prima dello scoppio della farsa-epidemia Usa/giovane quasi morto in Europa/primo morto in Europa. Questi sono i dati che stanno trapelando, in via ufficiale, dal “The E-cigarette Summit”, Stati generali tra operatori ed addetti ai lavori del settore in corso a Londra.

La crescita del mercato dello svapo, che viaggiava a ritmo di punti 14 percentuale/anno, sarà quasi nulla a cavallo tra l’anno in corso e quello successivo con delle perdite già registratesi, in particolare, con solo riferimento alla realtà europea, tra Belgio, Francia e Italia. L’effetto, tuttavia, dovrebbe essere transitorio. Dopo l’ondata di disinformazione, strumentalmente innescata, le acque dovrebbero tendenzialmente iniziare a placarsi.

In tal senso sarà determinante l’annuncio già venuto dei Centri medici di vertice americani che hanno chiaramente evidenziato – sebbene con un ritardo colpevolissimo, quasi omicida – che tutto era stato determinato dall’uso del Thc, sostanza simil-stupefacente ritrovata in, praticamente, tutti i campioni “umani” analizzati. Una volta cessato lo spauracchio, quindi, una volta che la verità tornerà a “diffondersi”, simultaneamente le “vendite” torneranno ai loro normali standard e la marcia riprenderà. Intanto si è fatto un gran favore al settore del fumo classico ed un grave danno a coloro i quali, nel tentativo di sottrarsi ad un vizio che è mortale, avevano approcciato lo svapo. Ma, terrorizzati da voci allarmistiche, hanno fatto marcia indietro.

Come, in effetti, riferisce il portale laleggepertutti, nel richiamare editoriale del “New York Times”, “l’epidemia di casi in Usa ha generato una pubblicità negativa per il settore e portato molti Paesi a decidere di alzare l’allerta su questi dispositivi o proibirne alcune tipologie. In questo modo, però, senza evidenze scientifiche certe sulle cause, c’è stato un ritorno alla sigaretta tradizionale da parte di chi aveva provato a smettere peggiorando così anche il lavoro fatto per incoraggiare i fumatori ad abbandonare gradualmente le sigarette”.