Sigarette elettroniche, in Inghilterra una guida ministeriale per i medici

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Realtà lontane anni luce da quella nostrana.
E non è (solo) una questione di chilometri.
Nel Regno Unito, per iniziativa degli Organi ministeriali, è stata pubblicata una guida rivolta ai sanitari avente ad oggetto la gestione del paziente fumatore con particolare merito all’uso delle sigarette elettroniche.
“Nice” il nome del vademecum che vuole orientare il personale medico, ospedaliero e non, su come e quando, in pratica, proporre la e-cig ad un paziente.
Plauso, rispetto all’iniziativa intrapresa, viene dall’Ibvta – Independent British Vape Trade Association – associazione costituita da alcuni dei principali produttori, importatori, distributori e venditori indipendenti.

IL PLAUSO DI IBVTA

IBVTA accoglie con favore la nuova Guida Nice – viene fatto presente in una nota – che include consigli specifici per gli operatori sanitari sulle sigarette elettroniche”.
La guida è un aggiornamento di otto precedenti opuscoli ed è stata sviluppata congiuntamente al Public Health England.
La medesima ribadisce, quale indicazione principale data ai medici, la necessità di informare coloro che fumano sul fatto che lo svapo sia pratica più sicura del fumo.
L’atto stesso di informare, infatti, di creare consapevolezza nel fumatore rispetto ai vantaggi insiti nella e-cig, può rappresentare importante sprone in un percorso di smoking cessation.
Nell’esercitare la loro valutazione – spiega il Ceo Gillian Golden – i professionisti dovrebbero tenere pienamente conto di questa linea guida.
Accogliamo con favore il fatto che Nice rafforzi ancora una volta l’importanza dello svapo come mezzo riconosciuto per smettere e ponga un onere sugli operatori sanitari”.

E-CIG SEMPRE PIU’ CENTRALE NELLE STRATEGIE DI SMOKING CESSATION

Il vertice sanitario nazionale, in poche parole, sprona il professionista sanitario a non essere parsimonioso nel proporre la soluzione del vaping, quando ovviamente ne ricorrano le condizioni.
Ovvero quando si sia al cospetto di paziente fumatore che vuole smettere ed abbia fallito con altre soluzioni o, ancora, ad uno che sia affetto da significative morbilità.
La sigaretta elettronica, quindi, come punto centrale delle strategie di cessazione.
Quello del Regno Unito (e, in parte, quello dato Francia) resterà un caso sporadico o sarà pioniere di una “rivoluzione” destinata a consumarsi anche in altri contesti?