Sigarette elettroniche in gravidanza: fanno male al bimbo?

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Le sigarette classiche fanno male (anche) in gravidanza potendo determinare effetti, più o meno gravi, a carico dei nascituri.

Ma quali sono le conseguenze, invece, che l’uso della sigaretta elettronica, durante i nove mesi, potrebbe determinare sul bebè? E’ questo il nuovo fronte di ricerca che si intende aprire; è in questa direzione che vuole andare analisi prossima ad essere avviata dal californiano Lundquist Institute.

Come già raccontato dalla nostra testata, la donna che continua a fumare, nonostante il pancione, espone il piccolo ad una maggiore probabilità di affezioni. E la rosa è alquanto ampia passandosi da situazioni di gravità, anche letali, quali quelle collegate alla morte improvvisa del lattante, ad altre di minor conto ma, comunque, meritevoli di essere attenzionate.

E, in quest’ultimo frangente, rientrano le patologie asmatiche. Come da numeri statisticamente rilevanti, infatti, i neonati da mamme fumatrici – che non hanno sospeso la pratica durante “l’attesa” – presentano una forte incidenza di asma.

Ma non è tutto. Pare, infatti, che quel fumo assimilato in gravidanza resti impresso nella “memoria” delle cellule, come se talune sostanze del fumo entrassero nel dna della persona.

IL FUMO “ENTRA” NEL DNA?

Tant’è che i neonati “vittime”, nel pancione, del fumo passivo della loro mamma, avrebbero – pur non avendo mai toccato sigaretta nell’arco della loro vita – “trasmesso”, a loro volta, ai rispettivi figlioli una sorta di predisposizione asmatica. Una sorta di mutamento cellulare che, ora, si vuol comprendere se possa essere innescato anche dal vapore delle sigarette elettroniche.

Per la prima volta, quindi, si inizierà a testare il significato dello svapo in gravidanza. E, ovviamente, si inizierà da test sui ratti. Verranno presi in esame ratti femmine gravide e verranno esposte alle nubi della “elettronica”. Quindi, si verificherà, in primo luogo se i neonati presenteranno patologie asmatiche alla nascita; e, ancora, se questi – che verranno tenuti lontani dall’esposizione di e-cig durante la loro vita – trasmetteranno tale predisposizione anche alla rispettiva prole.