Sigarette elettroniche, il coronavirus spaventa il mercato Usa

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Il coronavirus, oltre a spaventare mezzo mondo, spaventa anche le sigarette elettroniche. E, in particolare, quei settori che si occupano della relativa commercializzazione. C’è forte preoccupazione, in particolare negli Stati Uniti d’America, per la crisi sanitaria che sta colpendo il grosso Stato asiatico. Alle prese, come noto, nella provincia di Hubei e, in particolare, nella metropoli di Huwan, con l’emergenza legata al particolare agente virale.

Tra blocchi nei voli, limitazioni nel traffico di persone e di merci – che, solo per il momento, non coinvolgono ancora l’area di Schengen – l’allarme per l’economia comincia a lievitare. Produttori e importatori di sigarette elettroniche “stars and stripes” avvertono, infatti, come i negozi potrebbero patire periodi di “magra”. Questo perchè, molto semplicemente, la componentistica hardware arriva proprio dalla Cina. Ora come ora, parte del Paese è praticamente sottoposto ad una importante “stretta”, imposta dal suo stesso Governo, al fine di limitare la diffusione del virus. Solo nelle ultime ore, infatti, sebbene limitatamente all’epicentro di Hubei, la gente viene obbligata a restare in casa, salvo situazioni emergenziali, venendo consentito esclusivamente ad una persona per famiglia di poter uscire, una volta ogni tre giorni, per fare la spesa.

IN USA SI TEMONO PRIME CARENZE A PARTIRE DALLA FINE DEL MESE DI FEBBRAIO

Anche le aziende stanno subendo fortissime limitazioni nelle relative attività: sempre con riferimento all’area “rossa”, restano aperte solo quelle alimentari e le strutture che erogano servizi sanitari. Le produzioni sono con i portoni serrati – qualcuno che ha tentato di riaprire è stato, senza tanti fronzoli, arrestato – ivi comprese, ma il problema riguarda l’industria a 360 gradi, quelle di componentistica e-cig. Allo stato, si diceva, le restrizioni riguardano una specifica area (che include circa dodici città) ma, se il problema dovesse ulteriormente espandersi, il rischio forte è che la catena di montaggio cinese potrebbe andare in tilt con ricadute su scala planetaria. Incluse ovviamente le esportazioni. Scott Alwine, manager di VapeBeast, afferma al riguardo come ci si attenda una carenza di bobine e di altro materiale a partire dalla fine del corrente mese di Febbraio

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