Sigarette elettroniche ed ictus, sbugiardata la “ricerca” farsa

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Disinformare. Sapendo di farlo.
In fatto di sigarette elettroniche abbondano le notizie-farsa.
Meglio dirsi, abbondano le ricerche-farsa.
Quelle messe insieme, cioè, dietro precise regie, unicamente per screditare il settore del vaping.
Un recente esempio ha del clamoroso.
Tra gli atti preliminari presentati ad un congresso dell’American Heart Association è stata presentata, infatti, anche una “ricerca” in base alla quale i fumatori di sigarette elettroniche potrebbero incorrere in un rischio ictus superiore del 15 percentuale rispetto a quello gravante sulla popolazione generale.

UNA RICERCA FORTEMENTE CRITICATA

Una ricerca palesemente infondata e presentata con fare ingannevole sulla quale sono piovute feroci critiche da parte di svariati esperti del mondo accademico internazionale tant’è che la ricerca stessa è stata ritirata dal panel dell’ordine del giorno non venendo neppure relazionata.
Una mega fake, per dirla breve, che, però, è stata presa per buona da svariate testate che l’hanno rilanciata attraverso i propri canali.
La scienza, però, non ha mancato di esprimere, giustamente, feroci critiche.
Il professor Peter Hajek della Queen Mary University ha, al riguardo, commentato “È probabile che i consumatori di sigarette elettroniche oggetto della ricerca fossero, in realtà, fumatori passati allo svapo dopo aver subito un ictus. Presentarne le conclusioni come se lo svapo causasse questi ictus è totalmente fuorviante”.
Con la dottoressa Leonie Brose del Kings College London che, invece, ha aggiunto “Almeno alcuni degli ictus si sarebbero verificati prima dell’uso della sigaretta elettronica.

STUDIO RITIRATO, MA IL DANNO RESTA

Gli ictus, quindi, non avrebbero potuto essere causati o resi più probabili dall’uso di sigarette elettroniche. Potrebbe anche essere che le persone siano passate alle sigarette elettroniche dopo un ictus per ridurre il rischio di una recidiva dovuta al fumo, il che spiegherebbe l’associazione tra un ictus passato e l’uso attuale di sigarette elettroniche”.
Alla fine, come detto, lo studio è stato ritirato.
Smascherato l’imbroglio, però, resta il danno.
Perchè il cittadino medio poco conosce le strane dinamiche che stanno dietro al mondo del vaping e, in generale, dell’informazione.
Il cittadino apprende di una determinata ricerca condotta da quello che si presenta pure come un accreditato ed autorevole pool di studiosi, la vede rilanciata sulle principali testate internazionali, la vede circolare intensamente sui social.
Pensa, quindi, che quello studio sia veritiero.
Nella sua mente si sviluppa la credenza (falsa, purtroppo) che la sigaretta elettronica possa causare un ictus.
Perchè se quella cosa la sostiene un ricercatore universitario di un College Usa, quella ricerca sarà assolutamente attendibile.

LE FALSE CREDENZE

Non può pensare – il cittadino medio – che dietro a quella pseudo ricerca vi possa essere un marchingegno, un giro di interessi, un’immensa farsa.
Lui non può pensarlo, non può saperlo.
Nel suo immaginario la sigaretta elettronica diverrà qualcosa di deleterio, proprio come sostenuto da quei ricercatori.
Alla fin fine, quindi, perchè mai un fumatore dovrebbe lasciare qualcosa di dannoso come la sigaretta per qualcosa di altrettanto dannoso come la sigaretta elettronica?
Ecco, quindi, che il danno è fatto.
Ecco la genesi del danno prodotto dalla disinformazione
E la verità si trova costretta a correre dietro alle menzogne.