Sigarette elettroniche e danni al dna, Farsalinos “Studio inesatto”

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Le sigarette elettroniche provocano danni al dna? Non è vero”.
Konstantinos Farsalinos e Caitlin Notley – rispettivamente ricercatore e medico presso l’Università di Patrasso e l’Università dell’Attica occidentale in Grecia e Docente senior presso l’Università dell’East Anglia nel Regno Unito – contestano le “facili” conclusioni di uno studio coordinato dal dottor Ahmad Besaratinia, docente presso la Usc Keck School of Medicine e pubblicato su Nature’s Scientific Reports.
Uno studio secondo il quale il contatto con il vapore potrebbe determinare danni all’apparato genetico, modificandolo.

LA “RICERCA” DI BESARATINIA

Il nostro lavoro, per la prima volta – aveva commentato Besaratinia – indaga sugli effetti biologici dello svapo negli utenti adulti, tenendo contemporaneamente conto della loro passata esposizione al fumo”.
Ed ancora
I nostri dati indicano che lo svapo, proprio come il fumo, è associato alla disregolazione dei geni mitocondriali e all’interruzione dei percorsi molecolari coinvolti nell’immunità e nella risposta infiammatoria”.
Rispetto a queste conclusioni, però, è venuta la replica del duo Farsalinos-Notley che non ha lesinato critiche al “collega”.
“Si tratta, molto semplicemente, di uno studio assolutamente imperfetto e che è stato buono a determinare solo un’ondata di notizie sensazionalistiche.
Lo studio
– dettagliano i due – ha reclutato un numero relativamente piccolo di persone che non erano rappresentative della popolazione e non ha considerato altre abitudini di vita che possono influenzare i risultati, come l’uso di alcol”.

L’IRRESPONSABILITA’ DI STUDI SOLO SENSAZIONALISTICI

“È irresponsabile – conclude la coppia di accademici – riportare al pubblico titoli che mirano solo a suscitare clamore ma che, in realtà, non mostrano alcun danno nel concreto. In particolare se si rapportano questi ipotetici danni a quelli immensi causati alla salute dal fumo di tabacco”.
La solita storia: parte della ricerca che contribuisce alla disinformazione, che genera essa stessa disinformazione; E la sana ricerca che, invece, tenta di porre riparo alla menzogna. Sempre e solo nell’unico interesse di salvaguardare la pubblica salute