Sigarette elettroniche, Codacons spaventato dal caso Usa

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“La notizia della seconda morte causata dalla sigaretta elettronica e di altre 200 persone che hanno sviluppato malattie respiratorie negli Stati Uniti a causa di tale prodotto desta grande preoccupazione. Per tale motivo chiediamo al Ministero della salute di avviare con urgenza indagini sul territorio. Indagini che mirino ad accertare se nel nostro Paese vi siano fumatori di sigaretta elettronica che abbiano sviluppato sintomi analoghi a quelli registrati negli Stati Uniti”.

Il presidente Carlo Rienzi di Codacons scrive, come dallo stesso annunciato, al Ministero della Salute. Ciò al fine di avere rassicurazioni rispetto alla pseudo-epidemia da svapo che si sarebbe verificata negli Usa. Una immensa bolla di sapone che già si sta sgonfiando dal momento che sta emergendo come, confermandosi i “sospetti” della prima ora, i vari ricoveri non siano da ricondurre alla sigaretta elettronica in quanto tale. Bensì alle miscele, fuori commercio ed illegali (probabilmente anche droghe), che gli svapatori in modo imprudente hanno inserito all’interno.

La nota Codacons, quindi, arriva a caso parzialmente rientrato. Con Rienzi, tuttavia, che conclude e raccomanda. “Servono inoltre provvedimenti basati sul principio di precauzione e tesi a tutelare la salute pubblica. Specie quella dei più giovani che sempre più numerosi si avvicinano a tale tipologia di sigaretta”.

Per quanto riguarda le preoccupazioni sulla salute dei consumatori espresse dall’associazione, la normativa italiana in fatto di vaping, che recepisce quella europea, dovrebbe essere già di per se tranquillizzante. Tutti i liquidi in commercio, infatti, devono ricevere l’approvazione di Agenzia delle Dogane e Monopoli. Inoltre, ciascun liquido, sei mesi prima della immissione sul mercato, deve essere oggetto di comunicazione al Ministero della Salute. In uno ad un corposo allegato di analisi in accompagnamento. Questo per dire come i controlli sul mercato siano assolutamente rigidi. Impossibili, quindi, gli incidenti legati al circuito di vendita ufficiale. Se, poi, ci si abbandona a imprudenze, a inserire droghe nella sigaretta elettronica… Ebbene, in tal caso non si può certo puntare il dito o chiedere rassicurazioni al Ministero della Salute