Sigarette ed e-cig, il Congresso Simri fa di tutt’erba un fascio

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Come da antipasto di qualche giorno addietro, il venticinquesimo Congresso della Società italiana di Malattie respiratorie infantili (Simri) partorisce un attacco frontale al settore della sigaretta elettronica.
E non è assolutamente la denuncia sull’uso giovanile a destare perplessità (anzi!) quanto le teorie sui supposti danni alla salute che non tengono in considerazione, quanto meno, le conclusioni di una qualificata parte della scienza.
E’ Tgcom a fare un sunto dei lavori.
I pediatri, riprendendo i numeri dell’Istituto Superiore di Sanità, hanno evidenziato il dato relativo alla diffusione della e-cig tra quelli che sono più che bambini.
Su questo, nulla quaestio – e ci mancherebbe.
Come abbiamo più volte affermato attraverso le colonne di questa testata, chi non ha mai fumato una sigaretta e, a maggior ragione, ragazzini ed adolescenti non devono assolutamente toccare nè bionde nè sigarette elettroniche.

PIU’ CHE CONDIVISIBILE IL MONITO SULL’USO GIOVANILE DI SIGARETTE ELETTRONICHE

Questo è un dato assodato, lampante e la maggior parte delle aziende operanti nel settore svapo, del resto, intendono la loro mission proprio nell’ottica di dare una via di uscita dalla dipendenza tabagista giammai orientandosi verso chi è “vergine” dal tabacco.
Sebbene dalla Simri si osservi, invece, (sempre fonte Tgcom) come “i giovani sono ormai l’obiettivo principale delle campagne pubblicitarie dei brand di e-cigs”.
In definitiva, quindi, circa l’uso della sigaretta elettronica tra ragazzini – ma noi aggiungiamo anche tra chi non ha mai fumato – si sottoscrive pienamente la denuncia della Simri.
Sono le teorie sui danni a carico della salute, lo si ripete, ad aprire il dibattito.
Perchè sembra essersi al cospetto del classico atteggiamento di chi presta attenzione ad una sola campana finendo per ignorare totalmente quella che risuona da un’ampia parte della ricerca – ricerca universitaria, seria e qualificata – che, invece, ha recato conclusioni secondo le quali la e-cig sia in modo schiacciante meno dannosa delle “bionde”.
Ed, invece, dalla Simri si afferma, nella persona del vicepresidente Landi, quanto segue “Sappiamo che il fumo da tabacco favorisce l’adenocarcinoma del polmone e potrebbe essere così anche per il fumo elettronico”.
Ed inoltre “Per chi fuma tabacco, passare al fumo elettronico potrebbe non comportare maggiori rischi rispetto a quelli già fatti dalla sigaretta tradizionale”.

TOTALMENTE IGNORATA LA SCIENZA DEL MINOR DANNO DA FUMO

Vi è chiaramente la tendenza a ipotizzare una equiparazione del danno provocato dalle sigarette tradizionali a quello che sarebbe, a lor detta, determinato dal vaping.
Le conclusioni dei Polosa, dei Beatrice, per non citare ulteriori personalità non italiane, ed i loro studi – suffragati da team di ricerca, da anni di laboratorio, da analisi obiettive e certificate – non paiono pesare sulla bilancia delle valutazioni.
Per non parlare dei riferimenti al fatto che la e-cig predisporrebbe, di fatto, ad un futuro da tabagista, anche questo “fatto” smentito da ulteriori studi internazionali.
Su un tema così delicato, pertanto, ci si limita ad osservare, sarebbe opportuna una visione quanto più globale e totale.
Perchè determinate conclusioni, specie quando vengono da realtà qualificate del mondo medico, possono avere un effetto dirompente, irrefrenabile nel momento in cui finiscono in pasto al tritacarne di social e media vari.