Sigarette e sigarette elettroniche: dove è possibile fumarle? Dove è vietato?

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Ma, in realtà, dove si può fumare la sigaretta? E dove si può, invece, svapare?
Tra luoghi comuni e sentito dire, val la pena avere una idea chiara su dove sia concesso fare uso, o meno, di bionde e di elettroniche.
Esclusivamente per avere nozione di quali siano i propri diritti (e doveri) e per non incorrere in situazioni che, lungi anche dall’estremo della sanzione, possano comunque essere poco “simpatiche” ed imbarazzanti.

Punto primo, per iniziare, quello che è ai più noto: la sigaretta tradizionale non può essere utilizzata in alcun luogo al chiuso che sia pubblico.
Dagli uffici pubblici ai ristoranti ai mezzi di trasporto (treni, bus…), passando per gli uffici privati, non è ammesso accendersi una bionda in alcun caso.
A stabilirlo è la legge anti-fumo (i cui contenuti non si estendono anche alla sigaretta elettronica), meglio nota come legge Sirchia, norma che, emanata nel 2003, rappresenta una di quelle disposizioni che maggiormente hanno impattato sui costumi e sulle abitudini della società nostrana.

Sempre con riguardo all’uso della sigaretta, ancora, la norma nazionale proibisce l’uso della medesima anche in alcuni limitati contesti all’aria aperta.
Si tratta, introduzione normativa del 2013, delle aree all’aperto di pertinenza delle istituzioni scolastiche. Col decreto legislativo 12 gennaio 2016, numero 6, il disco rosso fu poi esteso anche “alle pertinenze esterne degli ospedali e degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, nonché alle pertinenze esterne dei singoli reparti pediatrici, ginecologici, di ostetricia e neonatologia”.

Sempre a livello di legge statale, ancora, è imposto il divieto di fumare all’interno di autoveicoli ove siano presenti minori e donne in gravidanza. Queste sono le indicazioni nazionali.
A livello locale, poi, stanno emergendo diversi divieti rispetto all’utilizzo all’aria aperta delle bionde in contesti quali spiagge e parchi pubblici.
Si tratta, però, di decisioni – come detto – su base comunale, appunto, aventi validità solo con riferimento al territorio cittadino del paese che le ha emanate e che, quindi, non sono applicabili su scala nazionale.
Ma rappresentano, per così dire, una tendenza che potrebbe anche essere “accolta” dalle sensibilità parlamentari.

SIGARETTA ELETTRONICA, MAGLIE PIU’ LARGHE

Per quel che riguarda la sigaretta elettronica, poi, medesima domanda: dove si può svapare? E dove è proibito? Ebbene, per legge è proibito fare uso della sigaretta elettronica all’interno di scuole (ivi comprese quelle interne le Comunità di recupero), negli istituti di correzione minorile e nei centri per l’impiego e di formazione professionale.

A stabilirlo è il Decreto legge 104 del 12 Settembre 2013 intitolato “Misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca”.
Oltre a questi luoghi, quindi, è sempre ammesso svapare (in uffici pubblici, in ristoranti, su mezzi di trasporto, tanto per fare un esempio) sempre che ciò non venga esplicitamente vietato.
Si ricorda come il generico cartello “vietato fumare”, che spesso e volentieri si rinviene in strutture pubbliche, si rivolge solo alle sigarette elettroniche. Quel cartello, infatti, richiama la legge Sirchia che, come detto, non riguarda le e-cig