Sigarette di contrabbando, ingente sequestro a Malpensa

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Le Istituzioni ancora una volta a presidio della legalità sul fronte del contrasto al fenomeno del contrabbando dei tabacchi.
Nell’ambito delle attività di controllo dei passeggeri in arrivo, i
funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, congiuntamente ai militari della Guardia di Finanza operanti presso lo scalo aeroportuale di Malpensa, hanno
scoperto e provveduto a sequestrare, in una giornata, 617 stecche di sigarette pari a oltre 123 chilogrammi di tabacchi lavorati esteri.

IL RECENTE PRECEDENTE DI TRIESTE

Prosegue, quindi, l’attività di controllo alla frontiera che già si era concretizzata, solo poche settimane addietro, in un sequestro ancora più ingente di lavorati esteri avutosi presso il presidio portuale di Trieste – in quella occasione il materiale di bionde intercettato era stato pari ad un quantitativo di 30 tonnellate.
Quanto a quello dello scalo milanese, si diceva, lo stesso è frutto dell’attività di analisi congiunta sui voli maggiormente a rischio nonchè il risultato del controllo operato a carico di 17 passeggeri di nazionalità africane in arrivo con volo da Kinshaha (Repubblica Democratica del Congo) via Addis Abeba (Etiopia), quasi tutti residenti tra Francia e Belgio.
Per alcuni dei passeggeri fermati è scattata la denuncia a piede libero, per la violazione prevista dall’articolo 291 bis del Decreto del Presidente della Repubblica 43/73, dal momento che il quantitativo di sigarette trasportato superava i 10 chilogrammi convenzionali, mentre per gli altri la violazione comporterà l’applicazione di una sanzione amministrativa in quanto i tabacchi introdotti erano sotto la soglia minima di rilievo penale.

AZIONE CONGIUNTA ADM-GDF

“La capillare attività di controllo svolta dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e della Guardia di Finanza nell’Aeroporto di Malpensa – viene spiegato in una nota Adm – costituisce un valido presidio di legalità a tutela della salute pubblica e della circolazione lecita dei beni in entrata nel territorio nazionale”.
Massima attenzione, quindi, a quelli che sono definite le rotte a rischio: anche nel caso prima citato di Trieste, infatti, il volo era in arrivo dal territorio africano e, in particolare, dal Malawi.