Sigaretta elettronica, verso la legge di Bilancio: silenzio sospetto

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Sigaretta elettronica, un silenzio che non piace.
Stando così le cose, infatti, il settore sarà destinato a buscarsi una nuova stangata fiscale con decorrenza 1 Gennaio 2022.
A partire dal primo giorno del nuovo anno, infatti, le aliquote sui liquidi con nicotina e senza nicotina saliranno, rispettivamente, al 20 e 15 percentuale.
Senza dimenticare come, sempre non cambiando le cose a livello normativo, il plus, decorrenza 1 Gennaio 2023, sarà destinato a incrementarsi ulteriormente andando al 25 e 20 percentuale.
Nessuna novità, sia chiaro.
Non fa che ripristinarsi, infatti, la previsione di quanto deliberato in sede di legge bilancio a fine anno 2020, proprio sul filo di lana dei dodici mesi.

AUMENTI FINO AL 2023

Un percorso a scalare, in crescendo, con step di aumenti fissati ai principi degli anni 2021, 2022 e 2023.
Un percorso che era stato solo congelato, per quel che riguarda la seconda parte dell’anno in corso, precisamente per quel che riguarda il periodo 1 Agosto-31 Dicembre 2021, da Decreto governativo adottato quale misura di sostegno anti-Covid.
Ora, però, la cessazione degli effetti temporali di quell’atto ripristinano, come detto, l’efficacia della legge ratificata a Dicembre 2020.
Sempre che non intervenga, in sede di approvazione della prossima legge di Bilancio, una nuova norma che “superi” quella di un anno fa e “annulli”, di fatto, gli aumenti previsti.
Il problema, però, è che – molto semplicemente – non se ne parla.
Nessuna parte politica sta discutendo della questione.
Disinteresse o strategia?

FUMO, IN ITALIA 80.000 MORTI ALL’ANNO

Anzi, in realtà, una sola parte politica è intervenuta sulla questione vaping, ma lo ha fatto attraverso le dichiarazioni della senatrice Udc Binetti, non esattamente uno sponsor del settore.
Ogni fine anno, quindi, operatori svapo sulla graticola.
Il problema è con tutta evidenza concettuale: fino a quando le Istituzioni non assimileranno la sigaretta elettronica quale strumento di salute pubblica per sconfiggere il nemico fumo (80.000 morti/anno nella sola Italia, mica uno scherzo), il dibattito fiscale (aumenti si-aumenti no) sarà una costante del periodo natalizio.
Intanto, non resta che incrociare le dita e, magari, elevare un coro unico che superi le pur tante divisioni che, all’interno del settore nazionale, certo non mancano.