Sigaretta elettronica, servono strategie diversificate per giovani e adulti

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Sigaretta elettronica si, sigaretta elettronica no.
La sigaretta elettronica aiuta a smettere. Anzi no.
E’ tossica tal quale il fumo – se non di più (sic); E’ fino al 95 percentuale meno dannosa delle classiche bionde.
Quello del vaping, tra fautori e detrattori, è il mondo della doppia verità, contesto dove si afferma tutto ed il contrario di tutto, con partiti dei pro e del contro che si confrontano anche con toni abbastanza veementi.
La scienza sta maturando il suo percorso e, rispetto a dieci anni addietro, momento del debutto sul mercato di tali dispositivi, si hanno molte più nozioni, molti più elementi.

LO SVAPO NON HA UCCISO NESSUNO

Tanto è ancora da capire e, in questo senso, il fattore tempo sarà il migliore dei consulenti.
Intanto, però, una innegabile verità: se il fumo uccide tra i 7 e gli 8 milioni di persone ogni anno, di svapo, ad oggi, non è mai morto nessuno.
E questo è un dato di fatto incontestabile.
E poi c’è la disinformazione.
Pseudo ricerca, apparentemente anche di autorevole fattura, mette in circolo dati che sono del tutto allarmistici sulla e-cig, destituiti di fondamento, viziati e deformati nel metodo.
Il tutto nell’unico intento di fare terrorismo e di asservire altri interessi.
Al di la di queste deformazioni, riconducendo il discorso all’alveo dell’onestà intellettuale, appare evidente come la questione della riduzione del danno da fumo pretenda un approccio diversificato.
Vale a dire: una cosa sono gli adulti fumatori che vogliono sottrarsi alla dipendenza, altra sono i ragazzini.
Rispetto a quest’ultimi la politica di contrasto e di prevenzione deve essere netta e decisa: gli adolescenti devono tenersi lontano dal fumo e dalle sigarette elettroniche.
Però è anche da dire come le politiche di prevenzione verso questa fascia anagrafica non devono essere indiscriminate finendo per travolgere anche il mondo dei “grandi”.

ATTENZIONE A NON SACRIFICARE LE ESIGENZE DEGLI ADULTI

Un esempio lampante è quello dei liquidi aromatizzati: toglierli dal mercato, come stanno facendo alcuni Stati europei e non e come pensa di fare l’Europa, per proteggere i ragazzini, finirebbe per danneggiare le tante persone che, proprio grazie a tali prodotti, stanno riuscendo nel tentativo di smettere di fumare.
Per questo motivo, quindi, va pensata una strategia diversificata.
Proteggere, se così vogliamo, i più giovani.
Favorire con ogni mezzo quanti, dipendenti dal tabacco combusto, vogliono passare e soluzioni meno dannose per la salute.
Se non si crea questa doppia impostazione, questa doppia strategia, siamo fritti.
Sono troppo diverse le posizioni, le esigenze e gli interessi degli uni e degli altri.
Un approccio “unico” non potrà che recare danno.
E si badi: quella della tutela dei più giovani è, in qualche caso, la fittizia arma che qualche “anti-svapo a tutti i costi” sta utilizzando, pretestuosamente, per affossare un settore nella sua interezza.