“Sigaretta elettronica può salvare milioni di vite”

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“La malattia polmonare? Sta rappresentando la scusa di cui avevano bisogno per cercare di schiacciare un settore che ha il potenziale per salvare milioni di vite”.

Parola di Jed Rose, uno dei pionieri della sigaretta elettronica. Il ricercatore, attualmente Presidente e Ceo del “Rose Research Center” nonchè Direttore del “Duke Center for smoking cessation” presso il Duke University Medical Center, fu, come ben noto agli amanti del settore, tra i primi a concepire l’idea-sigaretta elettronica. Da sempre sostenitore delle politiche anti-fumo, Rose e quella che sarebbe stata la futura moglie Frederique Behm, allora compagna di laboratorio presso la Ucla, concepirono – correva l’anno 1980 – una prima idea di prototipo di e-cig. Un progetto avveniristico, che chiamarono “fumo distillato”, in anticipo di quasi trent’anni rispetto a quello che sarebbe stato, poi, il reale “approdo” sul mercato del dispositivo. Un’idea che, come ammette oggi Rose, era, in effetti, “un po ‘troppo avanti rispetto ai suoi tempi”.

L’impegno, tuttavia, continuò nella direzione di rinvenire soluzioni che potessero sottrarre persone sempre in misura maggiore al vizio del fumo. Soluzioni che, evidenzia il ricercatore, non sono mai realmente state né potranno mai essere rappresentate da cerotti o pillole vari.

“Molti fumatori – commentano oggi – non sono soddisfatti di cerotti o pillole e, pertanto, ritengono che le sigarette elettroniche siano più efficaci come strumenti per smettere di fumare”. Perchè? Secondo il ricercatore vi sarebbe anche una questione di gestualità e di manualità, componente fortemente psicologica, insita nell’uso della sigaretta elettronica, a rendere migliore supporto nell’atto di distaccarsi dalla classica. Oltre a questo aspetto, Rose sottolinea, poi, anche quello più strettamente “chimico”. “Le sigarette elettroniche e altri sostituti possono fornire ai fumatori la nicotina senza gli ingredienti tossici nelle sigarette, cosa che contiene un enorme potenziale nel salvare milioni di vite”.

“OGGI SIAMO IN PREDA ALL’ISTERIA”

“È davvero un peccato che ci sia un movimento di isteria anti-vaping chiude l’esperto con una riflessione strettamente “tarata” sull’attualità delle cronache – che sta investendo gli Stati Uniti che è davvero senza alcuna base razionale, ma si sta diffondendo come un incendio.”