“Sigaretta elettronica, le norme devono tener presente gli interessi di tutti”

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Le politiche di contrasto allo svapo, nel loro impulso (certamente legittimo) di frenare la diffusione del fenomeno tra i giovanissimi, finiscono per danneggiare le ragioni degli adulti.
Con la tutela di una categoria che, in modo inopportuno ed ingiusto, finisce per schiacciare quella di un’altra.
E’ questo il senso di una condivisibile riflessione che viene sull’American Journal of Public Health a firma di un team di autori capitanati da Kenneth Warner, Professore emerito della “Distinguished University Avedis Donabedian” presso la “School of Public Health” dell’Università del Michigan, past presidenti della Society for Research on Nicotine and Tobacco.

LA POSIZIONE DI WARNER

E’ condivisibile – spiega Warner – la preoccupazione rispetto al fatto che i giovani facciano uso di prodotti dello svapo. Tuttavia, sono anche da tenere presente le motivazioni degli adulti che, grazie alla sigaretta elettronica, stanno riuscendo a smettere di fumare e a sottrarsi a quella che è una odiosa dipendenza.
Per questo, non ci si può concentrare solo su un aspetto, nell’approccio alla questione, ma bisogna far in modo da tener presente e bilanciare gli interessi di tutti”.

A chi detta gli indirizzi sanitari l’onere di trovare il giusto equilibrio.

IL CASO DEGLI E-LIQUID

E, in tal senso, esempio lampante è quello relativo all’approccio ai liquidi aromatizzati.
Bannarli, come ipotizza di fare l’Europa – che pure ha recentemente riconosciuto la validità dello strumento e-cig – al fine di proteggere ragazzini ed adolescenti, finirebbe per travolgere e danneggiare le persone più adulte che, in gran numero, sono riuscite ad archiviare le sigarette proprio grazie al prezioso assist venuto da liquidi dolci e fruttati che sia.
Come suggerito da più parti, la soluzione andrebbe ritrovata in rigide modalità da adottare nei punti di vendita per impedire ai minori di fare acquisto di prodotti del vaping, così come di sigarette.
Regole, che in realtà già vi sono, da applicare in modo ferreo e che trasformino in concretezza quella che, altrimenti, è destinata a restare la lettera morta delle leggi.