Sigaretta elettronica e problemi al cuore: “smontati” tre studi

0

Tre studi che mettevano in relazione lo svapo con problematiche di natura cardiaca sono stati clamorosamente smontati da un nuovo approfondimento appena pubblicato sull’American Journal of Preventive Medicine.
Un errore di metodo alquanto imbarazzante ad essere stato “scovato” da quanti sono ritornati sulle “carte” delle precedenti analisi: gli approfondimenti che ipotizzavano una relazione tra lo svapo e problematiche cardiache, infatti, avevano valutato anche persone che erano contemporaneamente svapatrici e fumatrici nonchè svapatori con un robusto passato da fumo.

I LIMITI DELLE RICERCHE

Inoltre, udite udite, quei tre lavori avevano inglobato anche pazienti che, già prima di svapare, avevano avuto precedenti relativi all’apparato cardiaco.
E’ evidente, quindi, che le conclusioni sono risultate essere del tutto falsate: come si fa, infatti, ad affermare con certezza che la “colpa” del malanno cardiovascolare sia da attribuire alla sigaretta elettronica e non al fumo?
Un lavoro realmente attendibile, per essere definito tale, avrebbe dovuto esaminare, invece, solo svapatori “puri” con nessun presente o passato da tabagista.
“Non ci sono prove affidabili che l’uso di sigarette elettroniche sia associato all’aver avuto un infarto del miocardio tra i non fumatori”.
Così Michael Siegel, Professore di Scienze della salute della comunità presso la Boston University e l’Università della California.

ANALISI CONDOTTA SU 175.546 PERSONE

Il medesimo ha analizzato i dati delle 175.546 persone “intervistate” nel contesto delle tre ricerche condotte tra il 2014 al 2019.
Scoprendo, di fatto, come la sigaretta elettronica quotidiana fosse associata solo ad una maggiore incidenza di infarto tra le persone che la usavano parallelamente alle sigarette combustibili (utenti duale).
E che non vi erano prove di un aumento del rischio tra i “soli” vapers.
I limiti di tali ricerche o pseudo tali hanno del clamoroso.
Come è possibile, ci domandiamo, che ricercatori di tale portata e di strutture di tale spessore possano cadere in errori così grossolani?
Errori troppo madornali per esser veri.
E, quindi, come diceva e dice il sempreverde Marzullo, la domanda sorge spontanea: ci sono o ci fanno?